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Castello di Douazan à Nérac dans le Lot-et-Garonne

Lot-et-Garonne

Castello di Douazan

    1142 Chemin du Chateau de Douazan
    47600 Nérac

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1478
Primo ingresso scritto
1601
Acquisizione di Giovanni II di Mazelières
XVe–XVIe siècles
Ricostruzione postbellica
1875–1881
Restauro di Larroze
1926
1° congresso antifascista
1993
Protezione parziale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Torre di scale con la sua porta; colombaio (cad. O 145): registrazione per ordine del 15 settembre 1993

Dati chiave

Famille Courtion - I proprietari iniziali Posseduto il sito nel 1478.
Jean II de Mazelières - Acquirente nel 1601 Cresce e solleva la casa.
Larroze - Sindaco di Nerac (XIXe) Ripristinare il castello (1875–81).

Origine e storia

Il castello di Douazan, menzionato nel 1478 come casa e camera appartenente alla famiglia di Courtion, presenta resti medievali nel suo corpo centrale. Le pareti in pietra, visibili sulle elevazioni nord e sud, testimoniano questo antico periodo. L'edificio, probabilmente danneggiato dalle guerre, è ricostruito alla cerniera del XV e XVI secolo: la casa centrale è salita con i suoi padiglioni d'angolo e una torre di scale poligonali, caratteristica dell'architettura rinascimentale.

Nel 1601, la proprietà fu acquisita da Giovanni II di Mazelières, che intraprese importanti opere: la casa fu allevata e affiancata da due edifici laterali. Questi cambiamenti riflettono le mutevoli esigenze residenziali e difensive del tempo. Le dipendenze, aggiunte nel XVIII e XIX secolo, completano il tutto, mentre un importante restauro fu effettuato tra il 1875 e il 1881 da Larroze, poi sindaco di Nerac, tra cui la ristrutturazione della scala.

Il castello è segnato anche da un grande evento storico: nel 1926 ha ospitato il primo congresso antifascista in Francia, evidenziando il suo ruolo nella storia politica del XX secolo. La torre della scalinata e la sua colomba, protetta dal 1993, illustrano il valore del patrimonio del sito, mescolando patrimonio medievale, trasformazioni classiche e tracce di conflitti moderni.

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