Classificazione MH (crittografia) 23 janvier 1946 (≈ 1946)
Protezione totale della crittografia
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa (eccetto la cripta classificata): iscrizione per decreto del 26 ottobre 1927; Cripta: per ordine del 23 gennaio 1946
Dati chiave
Lothain (ou Lautein) - Moine eremita e fondatore
Le reliquie memorizzate nella cripta
Bernon - Abbazia di Cluny (IX secolo)
Cresciuto il priorato di Silèze
Désiré Monnier - Intellettuale jurasiana (XIXe)
Disegno delle opere (1841-1842)
Origine e storia
La chiesa di Saint-Lothain, situata nell'omonimo villaggio di Jura, ha la sua origine nel X secolo, costruita su una cripta che ospita il sarcofago merovingiano di San Lothain (448-518), monaco eremita di Autun che è venuto a stabilirsi a Silèze (vecchio nome del luogo). Attratto dalla sua reputazione, un monastero di sessanta monaci si sviluppa lì, seguito da un secondo in Maximiacus. Dopo la sua morte, il villaggio ha adottato il suo nome e ha tenuto le sue reliquie nella cripta, che serviva come chiesa primitiva. Il priorato, cresciuto nel IX secolo da Bernon (primo abate di Cluny), dipenderà poi dall'abbazia di Baume-les-Messeurs.
L'attuale struttura, costruita tra l'XI e il XII secolo, sostituisce un telaio in legno con un arco nel primo quarto del XVIII secolo (datato 1716 inciso sul campanile). La cripta, classificata come monumento storico nel 1946, e la chiesa, registrata nel 1927, testimoniano questa evoluzione architettonica. Il campanile, coronato da una cupola di Comtian, e la volta della nave centrale (decorata nel 1816) illustrano il rimodellamento posteriore.
Il patrimonio religioso della chiesa, arricchito dalla venerazione di San Lotano, comprende importanti opere: un alto rilievo in alabastro del 1526 (cass di sant'Uberto), un busto reliquiario di San Foy, e sculture dal XVI al XVII secolo. La cripta ospita anche un affresco medievale della sua morte, coperto di graffiti storici, e la fontana di olio miracolosa, legata ad una leggenda locale. Questi elementi, progettati da Désiré Monnier (1841-1842), sottolineano l'importanza culturale e spirituale del sito.
La leggenda ci dice che la fonte miracolosa, usata da Lothain per curare i malati, è silenziosa dopo che i mercenari svedesi di Luigi XIV hanno unito i loro stivali lì durante la conquista di Franche-Comté. Questa storia, mescolando storia e convinzione, rafforza il carattere sacro del luogo, ancora segnato da una Via Crucis del XIX secolo e gettare panchine in ferro con cornice religiosa.
La chiesa, una proprietà comunitaria, incarna quindi quasi quindici secoli di storia, dall'eremo merovingiano alle aggiunte barocche, attraverso il suo ruolo nella riforma clunisina. La sua architettura ibrida (romanica, gotica, classica) e mobili eccezionali lo rendono un grande testimone del patrimonio jurasiano e borgognone.
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