Costruzione iniziale XIIe siècle (≈ 1250)
Grande opera e struttura romanica
1827
Progetto catastale napoleonico
Progetto catastale napoleonico 1827 (≈ 1827)
Sacrestia esistente e preeporch
XIXe siècle
Aggiunta della cappella
Aggiunta della cappella XIXe siècle (≈ 1865)
Cappella dedicata alla Vergine
23 avril 1979
Registrazione monumento storico
Registrazione monumento storico 23 avril 1979 (≈ 1979)
Protezione degli edifici
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Chiesa (Cd. A 155): registrazione per ordine del 23 aprile 1979
Origine e storia
La Chiesa di Saint-Gilles di Peyrus-Massas è un edificio religioso del XII secolo, caratterizzato da una sola navata più grande del coro, rifinito con un'abside semicircolare. Il campanile-parete, situato sulla facciata occidentale, e la struttura calcarea (apparati medi) sono tipici dell'architettura romanica. Solo la sacrestia e la cappella, costruita in pietra, differiscono nel loro materiale. Il tetto, coperto di piastrelle vuote, comprende varie forme: lunghi fili per la navata, appenti per la sacrestia e semicircolari per il coro. L'interno, non osservato, è descritto come una navata a pannelli e un coro a volta in cul-de-four, con uno stand in legno che dà accesso alle campane.
La costruzione iniziale risale al XII secolo, ma le successive aggiunte modificarono l'edificio: la cappella della Vergine, la sacrestia e il prepuzio probabilmente risalgono al XIX secolo, anche se la seconda e la sacrestia apparvero già sul piano catastrale del 1827, suggerendo un'origine nel XVIII secolo. Due colline rinforzano l'abside, più strette della navata. La chiesa è stata protetta dal 1979 da un'iscrizione nell'Inventorio Supplementare dei Monumenti Storici, evidenziandone l'importanza del patrimonio.
L'edificio illustra l'evoluzione architettonica locale, mescolando elementi romanici originali e successive estensioni. La sua iscrizione nel 1979 conferma il suo valore storico, mentre la sua struttura riflette adattamenti funzionali ed estetici nel corso dei secoli. La proprietà comunale garantisce la sua conservazione, anche se le informazioni pratiche sulla sua visita rimangono limitate nelle fonti disponibili.