Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Chiesa di San Martino di Ajat en Dordogne

Patrimoine classé
Clocher-mur
Eglise romane et gothique
Dordogne

Chiesa di San Martino di Ajat

    D68
    24210 Ajat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Église Saint-Martin dAjat
Crédit photo : GuillaumeG - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
XIIe siècle
Costruzione della chiesa attuale
XIIIe siècle
Possessione dei Templari
1640
Sepoltura di François de Hautefort
1770
Fine delle sepolture
1800s
Aggiornamento del pavimento
25 avril 1925
Classificazione monumento storico
1994
Scavi archeologici
2011
Restauro del tetto
2013
Installazione di finestre vetrate
juin 2018
Aggiungere una vergine nera
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa (cd. 359): iscrizione per decreto del 25 aprile 1925

Dati chiave

François de Hautefort - Primo Marchese di Hautefort Fu sepolto nel coro nel 1640.
Kim En Joong - Coreano Domenicano Artista Autore di vetro colorato (2013).
Krys - Franco-Dutch artista Scultura della Vergine Nera (2018).

Origine e storia

La chiesa Saint-Martin di Ajat, situata nel dipartimento Dordogne di Nuova Aquitania, è un edificio romanico e gotico la cui costruzione inizia nel XII secolo. Sostituisce una prima chiesa, forse risalente all'ottavo secolo. Originariamente, era collegato al castello di Ajat da un arco della navata, ora distrutta, testimoniando la sua integrazione in un insieme difensivo e religioso.

Nel XIII secolo, la chiesa passò sotto il possesso dei Templari, che stabilirono un comando lì. Questo periodo segna una trasformazione dell'edificio, con la distruzione dell'arco che collega la chiesa al castello e l'aggiunta di una parete occidentale per chiudere la navata. Il coro, in stile romanico, contrasta con la navata rielaborata in epoca gotica, sebbene le tracce suggeriscano una volta primitiva in cupola.

La chiesa funge da luogo di sepoltura fino al XVIII secolo, come testimoniano le numerose lastre di sepoltura incise sul pavimento della navata. Nel 1640 François de Hautefort, primo marchese di Hautefort e signore di Ajat, fu sepolto nel coro. Nel XIX secolo, il pavimento fu esaltato da un metro, disturbando l'allineamento originale delle lastre funerarie.

Classificato un monumento storico nel 1925, la chiesa subisce importanti restauri nel XXI secolo: il tetto è stato rifatto a Lauze nel 2011, e vetrate contemporanee, create dal coreano domenicano Kim En Joong, sono installate nel 2013. Nel 2018, una figura Vergine Nera, scolpita da Krys, è stata aggiunta vicino all'altare. Le scavi nel 1994 rivelano anche sarcofago sepolto.

Architettonicamente, la chiesa si distingue per il suo campanile a quattro piani, la sua abside emicircolare ad arco cul-de-four, e un bahut difensivo trafitto da assassini. L'arredamento comprende una croce di processione del XVII secolo, così come sarcofagi visibili lungo la facciata meridionale. L'edificio illustra così una sovrapposizione di stili e usi, dal Medioevo all'epoca contemporanea.

Collegamenti esterni