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Chiesa di San Martino di Mazerat en Gironde

Chiesa di San Martino di Mazerat

    382 Route de Chatelet
    33330 Saint-Émilion

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1500
1600
1700
1800
1900
2000
vers 1080
Consacrazione della Chiesa
1110
Prima registrazione archivistica
1575-1576
Demolizione parziale del campanile
1752-1776
Campagna di abbellimento
1800 (XIXe siècle)
Ricostruzione della facciata ovest
10 décembre 1920
Monumento storico
1975
Restauro del campanile
2014
Restauro del campanile e campana
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

MH classificato

Dati chiave

Joscelin de Parthenay - Arcivescovo di Bordeaux (1060-1086) Consacrata la chiesa intorno al 1080
Arnaud II Géraud de Cabanac - Arcivescovo di Bordeaux (1103-1130) Riformato il monastero nel 1110
Cardinal François de Sourdis - Fondatore dell'Eremo (1615) Collegato alla Cappella Sainte-Marie-de-Mazerat
Léo Drouyn - Storico locale Studiato il piatto di consacrazione

Origine e storia

La chiesa di Saint-Martin de Mazerat, situata a Saint-Émilion en Gironde, ha le sue origini tra la fine dell'XI e l'inizio del XII secolo. La sua placca di consacrazione, datata intorno al 1080, e gli archivi del 1110 attestano la sua prima esistenza come parrocchia indipendente prima della sua fusione con Saint-Émilion nel 1790. L'edificio, segnato dalle guerre di religione (demolizione parziale del campanile nel 1575-1576 per evitare il suo uso da parte degli Huguenots), subì importanti abbellimenti nei secoli XVIII e XIX, tra cui la creazione del cancello occidentale nel 1776 e la ricostruzione della facciata nel 1800.

Classificato nel 1920 un monumento storico, la chiesa ha una tipica architettura romanica: una navata unica a volta in lambris, un coro emisferico a cupola influenzato da Saint-Front de Périgueux, e un'abside semicircolare ornata da 23 modillon scolpiti. Il cancello sud, ora degradato, conserva capitali storici (scene animali, figure umane) e un raro quadrante canonico triangolare. Il campanile, restaurato più volte (1975, 2014), porta lo stigma della sua parziale demolizione nel Cinquecento, con un fregio in " denti di lupo" e modillon figurativi.

L'iconografia romanica, incentrata sui peccati capitali e sui simboli maligni, riflette le credenze medievali. La placca di consacrazione, vicino all'altare, evoca una cerimonia intorno al 1080 sotto l'arcivescovo Joscelin di Parthenay, che collega la chiesa alla riforma monastica di San Emilion. Disuso, è oggetto di un progetto di restauro comunale da riaprire al pubblico, evidenziando il suo patrimonio e il suo ruolo commemorativo per Saint-Émilionnais.

Nelle vicinanze, la cappella di Sainte-Marie-de-Mazerat, vestigia di un eremo del XVII secolo (fondata nel 1615 dal cardinale François de Sourdis), testimonia una precedente occupazione, forse Gallo-romana. Il suo campanile del XIII secolo contrasta con gli archivi tardivi, illustrando le carenze documentali del sito. La Chiesa di San Martino rimane una importante pietra miliare architettonica, mescolando storia religiosa, conflitti politici e sviluppi stilistici.

Le campagne di restauro (1984 per coperture, 1993 per volte e vetrate) conservarono elementi unici come la nave sospesa nella navata, ex-voto che richiamava lo storico porto fluviale di Pierrefitte. Questo dettaglio, combinato con altari laterali (San Michele, Vergine) e nicchie che formano un falso transetto, rivela un costante adattamento dello spazio liturgico alle esigenze della comunità, dal Medioevo all'epoca moderna.

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