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Chiesa di Saint-Omer de Brouckerque dans le Nord

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise néo-gothique
Nord

Chiesa di Saint-Omer de Brouckerque

    1 Ruelle de l'Église
    59630 Brouckerque
Église Saint-Omer de Brouckerque
Église Saint-Omer de Brouckerque
Église Saint-Omer de Brouckerque
Église Saint-Omer de Brouckerque
Église Saint-Omer de Brouckerque
Église Saint-Omer de Brouckerque
Église Saint-Omer de Brouckerque
Crédit photo : Noclain - Sous licence Creative Commons

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
800
900
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
800
Primo ingresso
XIVe siècle
Costruzione iniziale
1697
Data incisa
1768
Installazione di organo
1888-1891
Maggiore espansione
1944
Danni di guerra
30 juillet 1973
Classificazione MH
années 1980
Restauro della freccia
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Tondo: per ordine del 30 luglio 1973

Dati chiave

Omer Cockenpot - Architetto Diretto l'allargamento del 1888-1891.
Zénobie de T’Serroeloffs - Patrono Finito le opere del XIX secolo.
Edmond Dehondt - Abbé e restauratore Vetro macchiato Finança e statua di San Omer.
Matthias de Broere - Marguillier (1592) Sponsor della campana *Matthias*.
Yves de Coëtlogon - Sculptore Autore del busto di Saint Omer (1971).

Origine e storia

La chiesa di Saint-Omer de Brouckerque, menzionata come Ecclesia in Brocco dall'anno 800, è un luogo di culto radicato nella storia fiamminga. Il suo stesso nome, Brouckerque ("The Marsh Church" in fiammingo), testimonia la sua importanza locale. Una prima chiesa è attestata sotto Carlo Magno, poi una ricostruzione avviene nel XIV secolo. L'attuale edificio, in parte risalente alla fine del XIX secolo dall'architetto Omer Cockenpot, conserva elementi del XVII e XVIII secolo, come il buffet di organi dell'Abbazia di Watten o le colonne di mattoni rosa.

Raggiunse un monumento storico nel 1973, la chiesa subì importanti trasformazioni, in particolare tra il 1888 e il 1891, dove fu smontata e ricostruita pietra per pietra, con l'eccezione della sua torre quadrata con pareti spesse (1,50 m), suggerendo un'origine difensiva. La torre, alta 22,5 metri, ospita un orologio 1865 e due campane, tra cui Matthias (1592), l'unico sopravvissuto delle tre campane originali. Le vetrate, distrutte nel 1944 da un guscio, furono restaurate dopo la guerra, così come la freccia e il suo cazzo dorato negli anni '80.

L'arredamento interno, in parte classificato nel 1975, comprende un altare neogotico dedicato a San Omer, un pulpito di quercia del XVIII secolo, e statue come quella di San Winoc. Il presbiterio adiacente, ricostruito nel 1781, conserva murales realizzati nel 1945 da un prigioniero tedesco. La chiesa, legata alle diocesi di Thérouanne, Cambrai e Lille, rimane un simbolo della resilienza del patrimonio religioso fiammingo, segnato da guerre e successivi restauri.

La sua architettura combina stili gotici e neogotici, con una navata unica che copre tre navi dal 1891. Le moderne vetrate del coro, finanziate da Abbé Edmond Dehondt, si affiancano a antiche tele, come un Cristo sulla croce del 1622 dell'Abbazia di Clairmarais. La statua di San Omer, patrono della chiesa, si trova sopra l'ingresso, richiamando il legame secolare tra il villaggio e il suo edificio sacro.

Le opere del XIX secolo furono rese possibili grazie ad una donazione di 50.000 franchi d'oro nel 1866 da Zénobie de T Royaltyoffs, vedova del Visconte Joseph Foullon. Questo patronato permise l'espansione e la modernizzazione della chiesa, il cui pavimento fu rifatto nel 1891, cancellando purtroppo le lastre funebri storiche. Solo la lapide di Marie-Thérèse Depondt (1764), figlia di un signore locale, rimane invertita.

Durante le due guerre mondiali, la torre servì come torre di guardia, prima i tedeschi nel 1940, poi i francesi e i cechi nel 1945. Il danno del 1944 (vetro e vetro colorato) è stato riparato nei decenni seguenti, con grande restauro interno nel 2005. Oggi, la chiesa di San Omer rimane un luogo di memoria, riparando un altare-monumento agli oggetti morti e classificati, testimoni di otto secoli di storia religiosa e comunitaria.

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