Origine e storia
La chiesa Sainte-Barbe-et-Saint-Sébastien de Chambolle-Musigny, situata nel dipartimento Côte-d'Or in Borgogna-Franche-Comté, fu costruita tra il 1500 e il 1506 sotto l'impulso di Jean Moisson, antenato della famiglia del conte di Vogüé. Questo nobile locale, la figura centrale della sua creazione, era un segno duraturo del patrimonio religioso del comune. L'edificio, da piano a croce latina, unisce pietra e pietra, con una navata a due campate e un coro trafitto da baie ad arco spezzato. Il suo campanile, posizionato sul transetto nord, si distingue per una cupola con una rara imperiale nella zona, mentre il suo portale, incorniciato da pilastri, ha una porta quadrata sormontata da un frontone triangolare abbozzato.
I murales del coro, eseguiti nel 1539 e riscoperti nel 1895 durante le opere, costituiscono uno dei tesori della chiesa. Comandati da Giovanni Moisson, rappresentano una processione di santi e figure bibliche, vestite in stile romano o orientale, organizzata secondo l'ordine liturgico. Tra le scene figurate ci sono angeli, vergini, confessori, San Michele che domina i dodici apostoli, così come Giovanni Moisson e la sua famiglia accanto alla Vergine e Giovanni Battista. Un'iscrizione latina ("Regem virginu domini venire adoremus... 1539") conferma la loro datazione. Questi dipinti, realizzati su un rivestimento complesso (sable, schiacciato mattone, calce, gesso e capelli animali), sono stati restaurati nel 1901 da Louis Joseph Yperman, restauratore dei monumenti storici.
La chiesa godeva di una doppia protezione nei confronti dei monumenti storici: il coro, i murales, le vetrate e due pietre tombali furono classificati per decreto del 21 novembre 1896, mentre il resto dell'edificio fu iscritto il 10 novembre 1928. Altre caratteristiche importanti includono una meridiana sulla facciata meridionale nel 1885, una finestra del XVI secolo che rappresenta l'Annunciazione, la Natività e il Calvario, e una lastra funebre di Jean Moisson e di sua moglie Isabeau. La campana di bronzo del 1556, ancora in posizione nel campanile, e diverse statue completano questo mobilio protetto. Oggi integrata nella parrocchia di Gevrey-Chambertin - Gilly-les-Cîteaux - L'Etang-Vergy (Diocese di Digione), la chiesa rimane una testimonianza importante dell'arte religiosa della Borgogna del Rinascimento.
L'architettura della chiesa rivela varie influenze, come testimoniato dalla sua cupola all'imperatore, insolito in Borgogna, o le sue baie in arco rotto mescolato con oculi nel transetto. La scelta dei materiali — i soffietti rivestiti, le catene ad angolo in pietra tagliate — e la presenza di piedini sottolineano una costruzione attenta, adattata ai vincoli locali. All'interno, la navata e il coro, entrambi con due campate, creano un'armonia spaziale rinforzata filtrando la luce attraverso le vecchie finestre. L'oratorio esterno, con la sua scultura di Cristo, e la meridiana aggiungono alla ricchezza simbolica del luogo, riflettendo sia la pietà che il know-how artigianale del tempo.
I murales del coro, oltre al loro valore artistico, offrono una panoramica delle pratiche religiose e sociali del XVI secolo in Borgogna. La rappresentazione di Jean Moisson e della sua famiglia insieme ai santi sottolinea il ruolo delle élite locali nel patronato religioso, mentre i costumi "al romano" o "orientali" rivelano l'influenza dei modelli italiani o bizantini, diffusi da incisioni e scambi culturali. La riscoperta di questi affreschi nel 1895, seguita dal loro restauro, illustra il crescente interesse per la conservazione del patrimonio alla fine del XIX secolo, un periodo segnato dalla creazione dell'inventario dei monumenti storici (1840) e delle prime leggi di protezione (1887, 1913).
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