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Ex cappella in Arca de Zevaco à Zévaco en Corse-du-sud

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Chapelle
Corse-du-sud

Ex cappella in Arca de Zevaco

    San Bastianu
    20173 Zévaco

Timeline

Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1776
Edizione reale contro le tombe dell'isola
1789
Decreto Rivoluzionario sui Cimiteri
1830
Chiusura finale della "arca"
1882
Menzione nel catasto napoleonico
1981
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chapelle à Arca (vecchia) (causa B 53): Ordine dell'11 maggio 1981

Dati chiave

Information non disponible - Nessun personaggio citato nelle fonti Il testo sorgente non menziona alcuno specifico attori storici.

Origine e storia

L'antica cappella di Arca de Zevaco, situata nel villaggio di Zevaco in Corsica del Sud, risale al XVIII secolo. Questo piccolo edificio in granito, composto da una navata unica a volte in una culla, si distingue per la sua facciata a pinion forata da una porta sormontata da un lintel monolitico e due nicchie rettangolari. Il suo letto piano ospita nel suo centro un orifizio che porta ad un'arca, una camera a volta sotterranea che serve come tomba collettiva. Questa sepoltura, chiusa da una lastra, accolse il defunto avvolto in una sindone, riflettendo una tradizione di sepoltura rurale profondamente radicata nell'isola.

La cappella illustra le tensioni tra dogana locale e normativa nazionale. Un editto reale del 1776 proibiva sepolture nelle chiese dell'isola per motivi di igiene, seguito nel 1789 da un decreto rivoluzionario che imponeva cimiteri comunali lontani dalle abitazioni. Nonostante questi divieti, le sepolture nell'Arca persero in Corsica, mostrando resistenza alle norme esterne. Solo nel 1830 erano tutte arca ufficialmente chiuse. Il monumento, classificato nel 1981, appare sul catasto napoleonico del 1882, suggerendo un uso prolungato oltre il XVIII secolo.

Architettonicamente, l'edificio combina semplicità e funzionalità. La presenza dell'arco nel cuore della cappella sottolinea il suo duplice ruolo: luogo di culto e spazio funebre comunitario. I materiali di granito, tipici della regione, e la struttura a volta riflettono il know-how locale. Anche se l'accuratezza della sua datazione esatta rimane poco chiara (tra il XIX secolo menzionato per alcune parti), la sua classificazione come Monumento Storico nel 1981 conferma la sua importanza di patrimonio, legata alle pratiche sociali e religiose mancanti.

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