Prima menzione della ceramica 1750 (≈ 1750)
Vasellame in grès legato a Rouillac.
1955
Attività di memorizzazione
Attività di memorizzazione 1955 (≈ 1955)
Fine dell'uso dei forni.
1982
Acquisto da parte del comune
Acquisto da parte del comune 1982 (≈ 1982)
Riattivazione del sito.
4e quart XIXe siècle
Costruzione di forni esistenti
Costruzione di forni esistenti 4e quart XIXe siècle (≈ 1987)
Due forni a forma di bottiglia.
26 novembre 2012
Registrazione monumento storico
Registrazione monumento storico 26 novembre 2012 (≈ 2012)
Protezione dei forni e degli edifici.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Forni per bottiglie, edifici industriali e pacchi contenenti loro (Box BY 26): iscrizione per ordine del 26 novembre 2012
Dati chiave
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Le fonti non menzionano gli attori.
Origine e storia
I forni a bottiglia di Gradignan sono un iconico sito industriale dedicato alla produzione di ceramiche dal 1750. Originariamente, una ceramica in gres è menzionata come appartenente alla nobile terra di Rouillac, segnando l'inizio di un'attività artigianale ancorata nel territorio. Queste installazioni, la cui storia è legata alla produzione locale, si sono evolute per diventare un simbolo del patrimonio ceramico girondin.
I due forni attuali, riconoscibili dalla loro caratteristica forma di bottiglia, risalgono all'ultimo quarto del XIX secolo. Un terzo forno, ora distrutto, una volta completato questo set. Lavorando con il legno, queste strutture a due livelli – separate da una suola perforata – erano attive fino al 1955. La loro disposizione è speciale: uno è visibile all'esterno, mentre l'altro è integrato nell'edificio principale. Questo sito, acquistato dal comune di Gradignan nel 1982, è stato riattivato ed è stato protetto da monumenti storici dal 2012.
La registrazione dei forni da bottiglia, così come gli edifici industriali e il loro pacco (cadastre BY 26), per ordine del 26 novembre 2012, sottolinea la loro importanza di patrimonio. Il sito, una proprietà comunitaria, illustra sia il patrimonio industriale della Gironda che la vitalità del know-how ceramico tradizionale. Oggi rimane una testimonianza concreta delle tecniche di cucina artigianale e dell'evoluzione delle pratiche di ceramica in Nuova Aquitania.
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