Costruzione del recinto vers 284 apr. J.-C. (≈ 100)
La città si restringe su 5,5 ettari.
273-282 apr. J.-C.
Invasioni di Alaman e Franco
Invasioni di Alaman e Franco 273-282 apr. J.-C. (≈ 278)
Borsa di Vesunna e indebolimento delle difese romane.
1858
Scoperta della Porta di Marzo
Scoperta della Porta di Marzo 1858 (≈ 1858)
Di Arcisse de Caumont.
1886-1942
Monumenti Storici
Monumenti Storici 1886-1942 (≈ 1914)
Cinque protezioni successive dei resti.
2024
Acquisizione della Porta di Marzo
Acquisizione della Porta di Marzo 2024 (≈ 2024)
Dal municipio di Périgueux.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il cancello romano noto come Porte Normande: classificazione per decreto del 12 luglio 1886 - I frammenti romani nel castello Barrière e i suoi dintorni, rue de Turenne : elenco entro il 1889 - I resti dei bastioni situati nelle proprietà della Congregazione Sainte-Marthe, rue de la Cité, di M. Moulinier, rue Emile-Combes, di Mme Mercier, rue de la Cité, e
Dati chiave
Arcisse de Caumont - Archeologo
Scoperta della Porta di Marzo (1858).
Hervé Gaillard - Responsabile scientifico
Ricerche per porte (2005-2011).
Probus - Imperatore romano (276-282)
Campagne contro i Franchi prima dell'omicidio.
Origine e storia
La cittadella gallo-romana di Vesone fu costruita intorno al 284 d.C. dagli abitanti di Vesunna (oggi Périgueux), dopo le invasioni degli Alamani e dei Franchi che devastarono Gaul tra il 273 e il 282. Queste incursioni, favorite dall'instabilità politica dell'Impero Romano (Aurélien, Tacite, Probus assassinations), spinsero i Petrobores a ritirarsi in un altopiano di 5,5 ettari, riutilizzando monumenti distrutti (tamburi, capitali) per erigere un recinto di 950 metri con 24 torri e 3 porte. L'assenza di valute dopo 273 negli scavi conferma questo contesto di crisi.
Il recinto, largo 5-6 m e alto 9 m, comprendeva la metà nord-ovest dell'anfiteatro romano. La Porte de Mars (fine III-inizio IV secolo), scoperta nel 1858 da Arcisse de Caumont, è l'elemento meglio conservato: due torri semicircolari ornate da pilastri toscani, di cui 9 m rimangono (di cui 4 m sepolti). Questa porta, acquistata dal municipio nel 2024, simboleggia l'adattamento architettonico romano alle minacce barbariche, mescolando l'urgenza difensiva e il riutilizzo di materiali prestigiosi.
Nel Medioevo, i bastioni furono dettagliati, come testimoniano gli scavi dello Château Barrière (XII-XIII secolo), dove venne aggiunta una torre romanica con una vocazione simbolica. Le fondamenta, spesse fino a 9.40 m, sostennero elevazioni successive dell'XI secolo. I resti, classificati come Monumenti Storici dal 1886 (cinque protezioni separate), illustrano la sovrapposizione delle epoche: la facciata del Centro Nazionale di Preistoria poggia così sull'antico recinto.
Recenti scavi (2005-2011) guidati da Hervé Gaillard hanno chiarito la struttura del cancello di marzo e confermato il suo ruolo di ingresso monumentale. I bastioni, costruiti a secco e senza mortaio, testimoniano un'emergenza difensiva dopo la borsa della città. Nonostante questo restringimento, il Civitas Petrucoriorum mantenne il suo ruolo amministrativo, gestendo ancora il suo territorio rurale. Oggi, i resti (Porta di Marte, frammenti di Castello di Barrière, sezioni di bastioni) sono divisi tra proprietà pubbliche, private e statali.
La cittadella del Vesone incarna la resilienza urbana alle crisi del Basso Impero: un misto di paura (invasione), opportunismo (riutilizzo dei materiali) e adattamento politico. La sua classificazione progressiva (dal 1886 al 1942) sottolinea la sua importanza per comprendere l'evoluzione delle città gallo-romane in Aquitania, tra antico declino e reinvenzione medievale.
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