Costruzione iniziale 1937 (≈ 1937)
Prima cantina neo-provencal di Henri Floutier.
1939
Prima estensione
Prima estensione 1939 (≈ 1939)
Espansione mantenendo lo stile originale.
1963
Estensione maggiore
Estensione maggiore 1963 (≈ 1963)
Materiali identici per unità architettonica.
2013
Registrazione MH
Registrazione MH 2013 (≈ 2013)
Protezione delle parti storiche e delle estensioni.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
In totale, la parte storica costruita nel 1937, così come le facciate e i tetti dei primi ampliamenti del 1942 e 1964 (Box B 1135, piano cf annesso al decreto): iscrizione per decreto dell'11 giugno 2013
Dati chiave
Henri Floutier - Architetto
Designer dello stile neo-provencal nel 1937.
Origine e storia
La cantina cooperativa Tavel, situata nel comune dello stesso nome della regione di Occitanie, è un edificio dedicato alla vinificazione costruito tra il 2° e il 3° trimestre del XX secolo. Si distingue per la sua architettura regionalista, chiamata "neo-provençale", progettata dall'architetto Henri Floutier nel 1937. Questo stile segna una pausa con cantine tradizionali a forma di sala, adottando materiali locali come la pietra di Tavel e piastrelle oche, dando all'edificio una forte e coerente identità visiva nonostante le sue successive estensioni.
La cantina, che è stata elencata come monumento storico nel 2013, incarna l'evoluzione delle pratiche di viticoltura collettiva nel Gard. La sua costruzione iniziale nel 1937 fu seguita da successivi ampliamenti, in particolare nel 1939, 1963 e 1986, preservando l'unità architettonica attraverso il riutilizzo degli stessi materiali. La parte storica del 1937, così come le facciate e i tetti delle estensioni 1942 e 1964, sono protetti per il loro valore di patrimonio, illustrando l'adattamento delle cantine cooperative alle crescenti esigenze della produzione vinicola.
L'edificio riflette anche l'importanza economica della viticoltura nella regione, soprattutto per la denominazione Tavel (AOC), nota per i suoi vini rosati. La cantina, ancora in funzione e di proprietà di una società privata, testimonia la sostenibilità dei modelli cooperativi nel panorama vinicolo francese. La sua iscrizione tra monumenti storici sottolinea il suo ruolo sia architettonico, tecnico e sociale nella storia locale del XX secolo.