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Grotta di Mouthe con dipinti preistorici en Dordogne

Grotta di Mouthe con dipinti preistorici

    2177 Route du Queylou
    24620 aux Eyzies
Proprietà privata

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1894
Prima visita di Émile Rivière
1895
Inizio degli scavi
11 juin 1953
Monumento storico
1979
Registrazione UNESCO
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Grotte de la Mouthe contenente dipinti preistorici (causa D 197, 198): classificazione per decreto dell'11 giugno 1953

Dati chiave

Émile Rivière - Preistorico e archeologo Scoperto e cercato la grotta.
Randall White - Esperto nella preistoria Studiò la problematica Venere.

Origine e storia

La grotta di La Mouthe è una grotta decorata con il Paleolitico superiore situato nel comune di Eyzies-de-Tayac, Dordogne. Ospita più di 200 stampe e dipinti raffiguranti animali come bisonte, cavalli, renne e mammut, così come segni geometrici, tra cui un tectiforme. Questo sito è una delle quindici grotte classificate nel 1979 come Patrimonio Mondiale dell'UNESCO sotto il titolo "siti preistorici e grotte adornate con la Valle di Vézère".

La scoperta della grotta di Mouthe ha segnato un punto di svolta nel riconoscimento dell'arte preistorica. È la quarta grotta Paleolitica ornata scoperta, e la sua arte parietale è la terza pubblicata, dopo le grotte Chabot (Gard) e Altamira (Spagna). Gli scavi, condotti da Émile Rivière dal 1895, rivelarono incisioni parietiche e oggetti notevoli, come una lampada paleolitica incisa con un mazzolino.

La grotta è stata classificata come monumento storico dall'11 giugno 1953 ed è patrimonio mondiale dell'UNESCO dal 1979. Oggi, è chiuso al pubblico per motivi di conservazione. La sua esplorazione è stata segnata anche da polemiche, come quella di una presunta "Verus Paleolitico" scoperta nel 1964, la cui autenticità è fortemente messa in discussione da esperti.

Il sito si trova ai piedi della scogliera Cingle, a circa 1,1 km a sud dell'Eyzies. Non deve essere confuso con un altro borgo dello stesso nome situato a Manaurie. La grotta ha svolto un ruolo chiave nello studio dell'arte parietale, grazie in particolare all'opera di Émile Rivière, che ha aperto un tunnel di 100 metri che collega l'ingresso alla parte ornata.

Tra gli oggetti scoperti, una lampada di arenaria paleolitica, trovata vicino all'ingresso, è particolarmente notevole. Misura 17 × 20 cm ed è inciso con mazzolino. Questa lampada è uno dei pochi a possedere un manico sagomato, che lo rende un oggetto importante di studio per comprendere le tecniche e gli usi del tempo.

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