Studio di G. Bosinski 1995-1997 (≈ 1996)
Tracce di arte parietale
1998
Indagine archeologica di B. Gély
Indagine archeologica di B. Gély 1998 (≈ 1998)
Analisi della sicurezza
15 mai 2017
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 15 mai 2017 (≈ 2017)
Protezione e chiusura del sito ufficiale
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
La Grotta del Planchard, così come qualsiasi cavità che può essere scoperta sul pacco su cui si trova, come mostrato sul piano allegato all'Ordine (Box E 698): iscrizione per ordine del 15 maggio 2017
Dati chiave
G. Bosinski - Archeologo
Arte parietale studiata e nota (1995-1997)
B. Gély - Archeologo
Indagine nel 1998
Origine e storia
La grotta di Planchard è una cavità naturale situata nel Circo di Estre, nel comune di Vallon-Pont-d'Arc (Ardèche, Auvergne-Rhône-Alpes). Vicino alla famosa grotta Chauvet, fa parte di un complesso carsico caratterizzato da antico uso umano e tracce di arte rocciosa. Il suo imponente portico alto 8 metri si apre su una sala circolare dominata da un pozzo centrale, dove inizia una galleria di 15 metri di lunghezza. Le pareti contengono raffigurazioni ornate, tra cui una figura femminile dipinta in rosso, attribuita alla Maddalena finale (circa 14.000 anni a.C.E.), paragonabile al tipo Gönnersdorf Venus.
La grotta è stata studiata tra il 1995 e il 1997 dall'archeologo G. Bosinski, che ha notato tracce di arte parietale e graffiti patronimici risalenti al XIX secolo, mostrando un'antica visita turistica e speleologica che aveva degradato il sito. Nel 1998, un'indagine archeologica condotta da B. Gély, nell'ambito della sicurezza delle grotte regionali (tra cui Chauvet), ha confermato la vulnerabilità del sito. Questo lavoro, combinato con lo sviluppo della grotta Chauvet, portò alla chiusura finale del Planchard al pubblico. Il sito è stato elencato come monumenti storici per ordine del 15 maggio 2017, proteggendo così la grotta e qualsiasi cavità scoperta sulla sua trama.
La figura femminile, scoperta nel 1994 nella parte profonda della grotta, è dipinta su un pilastro stalagmitico. Questa rappresentazione, eccezionale per il suo stile e la sua rarità, illustra l'occupazione umana del sito durante il Paleolitico superiore. La Maddalena, il periodo a cui si attribuisce, corrisponde ad una fase di intenso sviluppo artistico, segnata da espressioni simboliche e naturalistiche. La grotta di Planchard, anche se meno conosciuta di Chauvet, offre così una testimonianza complementare di arte e pratiche culturali di cacciatori-collegatori di quel tempo ad Ardèche.
La posizione della grotta, nel Circo di Estre, lo rende un elemento chiave del patrimonio speleologico e preistorico regionale. La sua iscrizione nel titolo di monumenti storici sottolinea la sua importanza scientifica e la necessità di preservare i suoi resti, minacciati da visite passate. Oggi il sito rimane inaccessibile, ma il suo studio contribuisce ad una migliore comprensione delle reti trogloditiche ardèche e della loro occupazione da società paleolitiche.