Prima occupazione conosciuta 1544 (≈ 1544)
La famiglia Bonnefont si sistema in hotel.
Début XVIIe siècle
Grandi cambiamenti architettonici
Grandi cambiamenti architettonici Début XVIIe siècle (≈ 1704)
Porta da costruzione e scala Pradier d'Agrain.
1762
Variazione della proprietà
Variazione della proprietà 1762 (≈ 1762)
Barone d'Arlempdes ordina dipinti da Storni.
16 septembre 1949
Monumento storico
Monumento storico 16 septembre 1949 (≈ 1949)
Protezione della porta e delle scale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Famille Pradier d'Agrain - Proprietari (1603-1760)
Sponsor porta e scala al XVII.
Baron d'Arlempdes - Proprietario nel 1762
Fai dipingere Storni sulla porta.
Storni - Pittore italiano
Autore dei dipinti scomparve nel 1762.
Origine e storia
Il Pradier d'Agrain Hotel, situato a Puy-en-Velay, è un hotel privato le cui origini risalgono al XVI secolo. Nel 1544, occupato dalla famiglia Bonnefont, passò nel 1603 nelle mani della famiglia Pradier d'Agrain, che fece importanti cambiamenti architettonici all'inizio del XVII secolo, tra cui la porta d'ingresso e la grande scalinata. Questi elementi, caratteristici dello stile classico emergente, testimoniano l'influenza dei modelli italiani e la facilità sociale dei suoi proprietari.
La porta d'ingresso, decorata con un doppio telaio di pilastri ionici e un mascaro, si apre su un vestibolo a volta che conduce ad una scala monumentale con colonne di torsio e balaustri. I cuscinetti, anche a volta, e i resti di dipinti murali nel seminterrato rivelano una decorazione raffinata. Nel 1762, il barone d'Arlempdes, un nuovo proprietario, decorò le porte superiori del pittore italiano Storni, oggi manca. Questi dettagli illustrano l'evoluzione dei gusti artistici e l'importanza sociale di questo hotel a Puy-en-Velay.
Ranked un monumento storico nel 1949 per la sua porta e scala, l'Hotel Pradier d'Agrain incarna l'architettura civile del tardo Rinascimento e del XVII secolo. La sua storia riflette le dinamiche familiari e culturali della nobiltà locale, tra i patrimoni medievali e l'apertura alle influenze europee. L'accuratezza della sua posizione (24-26 rue Cardinal-de-Polignac) e il suo stato di conservazione parziale lo rendono una testimonianza tangibile di questo patrimonio.