Acquisizione di Gustave Le Bienvenue-Dubusc 1837 (≈ 1837)
Lavoro e aggiunta di un carillon.
XVIIIe siècle
Costruzione dell'attuale castello
Costruzione dell'attuale castello XVIIIe siècle (≈ 1850)
Ricostruzione della famiglia Rémont.
12 avril 2001
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 12 avril 2001 (≈ 2001)
Protezione di facciate, tetti e fossati.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Le facciate e i tetti della casa e i comuni che circondano il cortile d'ingresso; vecchi fossati (cad. AB 106): registrazione per ordine del 12 aprile 2001
Dati chiave
Famille de Rémont - Costruttori iniziali
Il castello fu ricostruito nel XVIII secolo.
Gustave Le Bienvenu-Dubusc - Proprietario nel XIX secolo
Compratore nel 1837, sponsor delle opere.
Origine e storia
Il castello di Arnicourt, situato nel villaggio dello stesso nome nelle Ardenne (Grande Est), è un edificio settecentesco, profondamente ristrutturato nel XIX secolo. Si compone di un corpo di case di gesso su due livelli, affiancato da ali asimmetriche (brick a sinistra, gesso a destra) che circondano un cortile d'ingresso. Il tetto, chiamato a La Mansart, e i resti dell'antica fossa testimoniano il suo patrimonio architettonico. All'interno, tre camere al primo piano conservano pareti vetrate del XVIII secolo, elementi rari e conservati.
L'attuale castello fu ricostruito nel XVIII secolo dalla famiglia del Rémont, sui resti di un antico edificio di cui rimane solo la fossa. Nel 1837 Gustave Le Bienvenu-Dubusc lo acquisì e intraprese importanti lavori, tra cui l'aggiunta di un carillon sul tetto – ora estinta, ad eccezione della lanterna. Questi cambiamenti del XIX secolo, combinati con gli sviluppi successivi, segnarono la sua evoluzione architettonica. Il monumento è stato inserito nei monumenti storici nel 2001, proteggendo le sue facciate, tetti, comuni e fossati.
Proprietà privata, il castello si trova sotto il villaggio di Arnicourt, in un ambiente conservato. La sua storia riflette le trasformazioni di residenze aristocratiche in Champagne-Ardenne, tra patrimonio medievale (douves) e adattamenti ai gusti del XVIII e XIX secolo. Le fonti menzionano anche il suo carillon, simbolo di un prestigio oggi cancellato, così come i pannelli interni, testimoni del suo passato fascista.
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