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Manor di Perrière dans la Sarthe

Sarthe

Manor di Perrière

    2 La Perrière
    72210 Voivres-lès-le-Mans

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
Avant le XIIIe siècle
Costruzione iniziale
1698
Distruzione post-rivocazione
XVIIe siècle
Conversione in un fienile
XVIIIe siècle
Ristrutturazione strutturale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Famille des Champagnes - Signori di La Suze Raccomandato link alle celebrazioni calviniste.
Philippe Bouton - Storia (1998) Studiò la casa in una newsletter di Sarthois.
Marie Ève Scheffer - Ricercatore (2004) Esperto nell'habitat rurale signeuriale Sarthois.

Origine e storia

Il Manor della Perrière, costruito prima del XIII secolo da un signore rurale o cavaliere, illustra l'architettura medievale anglosassone con le sue tre navate unite. Situato a Voivres-lès-le-Mans (Sarthe), è stato inizialmente utilizzato come casa signeuriale in una fattoria. La sua struttura, caratterizzata da una grande stanza sotto struttura a vista e ali in appentis, riflette una tipica organizzazione dell'epoca, con camini allineati nelle pareti a goccia.

L'attuale struttura settecentesca avrebbe sostituito una precedente struttura distrutta durante le perturbazioni legate alla revoca dell'editto di Nantes (1698). Il palazzo è associato anche alla storia protestante locale: la nobile famiglia di Champagne, signori di La Suze, avrebbe introdotto le celebrazioni calviniste. Il suo successivo uso agricolo, in particolare come fienile nel XVII secolo, ha paradossalmente permesso la sua conservazione nonostante le guerre.

Oggi la casa padronale è oggetto di progetti di salvaguardia realizzati dagli accademici e dall'Associazione per lo Studio del Patrimonio Sarthiano. Le priorità includono la riparazione strutturale e del tetto, così come le strutture per facilitare l'accesso. Una richiesta di sponsorizzazione è stata fatta per finanziare questo lavoro in base alla legge francese sul patrocinio. Il sito, occupato da agricoltori per quasi mille anni, incarna l'adattamento permanente del patrimonio rurale.

Studi storici, come quelli di Philippe Bouton (1998) o Marie Ève Scheffer (2004), evidenziano la sua importanza nella comprensione dell'habitat seigneuriale non castelain del Sarthois occidentale. Il feudo è una delle poche testimonianze materiali della piccola aristocrazia rurale del XII-XI secolo, giustificando gli sforzi per il suo sviluppo e la sua protezione.

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