Primo ingresso scritto 1227 (≈ 1227)
Atto di co-seigneury dei figli di Penne.
XVe siècle - début XVIe siècle
Costruzione delle tre ali
Costruzione delle tre ali XVe siècle - début XVIe siècle (≈ 1604)
Stile rinascimentale sotto l'influenza protestante.
Période des guerres de Religion (seconde moitié du XVIe siècle)
Occupazione di Philippe de Rabastens
Occupazione di Philippe de Rabastens Période des guerres de Religion (seconde moitié du XVIe siècle) (≈ 1675)
Il leader protestante modernizza il castello.
1764
Lavoro certificato
Lavoro certificato 1764 (≈ 1764)
Data incisa su un lintel.
Rvolution française (fin XVIIIe siècle)
Saccheggio del castello
Saccheggio del castello Rvolution française (fin XVIIIe siècle) (≈ 1895)
Torri corte, proprietari emigranti.
13 juillet 1927
Monumento storico
Monumento storico 13 juillet 1927 (≈ 1927)
Elenco ufficiale.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Castello: iscrizione con decreto del 13 luglio 1927
Dati chiave
Philippe de Rabastens - Leader protestante
Occupato e modernizzare il castello.
Fils du seigneur de Penne - Insegnanti nel 1227
Prima menzione scritta del castello.
Origine e storia
Il castello di Mailhoc, situato a nord degli Albigeois sulle colline attraversate dal Vère, è menzionato per la prima volta nel 1227 in un atto di co-significance dei figli del signore di Penne. La sua struttura iniziale, tipica delle case forti rettangolari, riflette le tensioni della guerra dei cent'anni tra le corone di Francia (Albigeois) e Inghilterra (Rouergue). Le torri tonde, anche se successivamente modificate, testimoniano questo periodo difensivo, mentre la mancanza di datazione precisa complica la loro analisi storica.
All'inizio del XVI secolo furono costruite tre ali del castello, adottando uno stile rinascimentale sotto l'impulso di Philippe de Rabastens, leader protestante che occupava il posto durante le guerre di religione. Quest'ultimo, noto per i suoi abusi nella regione, ammoderna il comfort del castello rafforzandone le difese. Il monumento poi passò in varie mani attraverso matrimoni, eredità e vendite, con opere attestate nel 1764 da un lintel. La rivoluzione francese ha segnato una svolta violenta: il castello, i cui proprietari erano emigrati, è stato saccheggiato, e le sue torri sono state accorciate alle facciate.
Architettonicamente, il castello forma un quadrilatero affiancato da quattro torri cilindriche con tetti piani, con tre ali e una parete che sostiene una galleria con vista sul cortile. Una scalinata d'onore serve il piano superiore, e le facciate hanno porte finestre, caratteristiche del Rinascimento. I resti dei fossati e un recinto esterno, visibile nel XIX secolo, richiamano il suo passato difensivo. All'interno, la scala rettangolare, affiancata da una torretta, presenta archi di testate con bordi prominenti, mentre le torri conservano assassini e fiamme per l'artiglieria leggera.
Classificato come monumenti storici dal 13 luglio 1927, il Castello di Mailhoc illustra le transizioni tra il Medioevo e il Rinascimento, così come gli sconvolgimenti legati ai conflitti religiosi e rivoluzionari. Il suo stato attuale, sebbene segnato dalla distruzione, conserva elementi architettonici significativi, come gli archi in mezzo alla corte o la porta sormontata da un frontone schermato. Fonti archeologiche, in particolare il lavoro di Bruno Tollon (1982), sottolineano la sua importanza nel patrimonio Tarn.
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