Acquistato da Mario Cavaglieri 1925 (≈ 1925)
Il pittore acquisisce la casa.
1969
Morte di Mario Cavaglieri
Morte di Mario Cavaglieri 1969 (≈ 1969)
Fine della sua residenza a Peyloubère.
23 mai 1996
Protezione dei monumenti
Protezione dei monumenti 23 mai 1996 (≈ 1996)
Iscrizione di facciate e decorazioni dipinte.
2e et 3e quarts du XXe siècle
Periodo di costruzione
Periodo di costruzione 2e et 3e quarts du XXe siècle (≈ 2007)
Costruzione e decorazione della casa.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Facciate, tetti e camere con la loro decorazione dipinta al primo piano (Box AO 37): iscrizione per ordine del 23 maggio 1996
Dati chiave
Mario Cavaglieri - Pittore e proprietario
Decorato e abitato la casa.
Origine e storia
La Casa di Peyloubère, situata a Pavie in Gers, è un palazzo costruito tra il 2° e il 3° trimestre del XX secolo. Si distingue per la sua architettura organizzata intorno a un cortile centrale, con diversi edifici. Questo monumento è particolarmente notevole per la sua storia legata all'artista Mario Cavaglieri, che lo ha reso la sua residenza permanente dopo la sua acquisizione nel 1925. Le facciate, i tetti e le camere decorate al primo piano dell'ala meridionale sono state protette dal loro eccezionale valore di patrimonio.
Il pittore Mario Cavaglieri (1887-1969) segnò la Casa di Peyloubère con sontuose decorazioni interne, soprattutto al primo piano dell'ala sud. I suoi murali, eseguiti direttamente sulle pareti, rappresentano scene mitologiche dinamiche, caratterizzate da nudi e drappeggi femminili in colori vivaci e vivaci. Questi affreschi, sia onirici che espressivi, testimoniano il talento dell'artista e il suo attaccamento a questo luogo, dove visse fino alla sua morte nel 1969.
La tenuta, oggi di proprietà di un'azienda privata, conserva una parte della sua autenticità grazie alla protezione di elementi architettonici e decorazioni dipinte. Anche se il suo accesso al pubblico non è chiaramente specificato, la Casa di Peyloubère rimane una grande testimonianza artistica e storica della regione di Occitanie, illustrando il legame tra patrimonio costruito e creazione pittorica nel XX secolo.
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