Decisione di costruzione 1896 (≈ 1896)
Progetto lanciato da Jean Dormoy, sindaco socialista.
8 juillet 1897
Adozione del progetto
Adozione del progetto 8 juillet 1897 (≈ 1897)
Il piano di Gilbert Talbourdeau approvato.
24 septembre 1899
Inaugurazione
Inaugurazione 24 septembre 1899 (≈ 1899)
Apertura ufficiale dell'edificio.
10 novembre 1997
Classificazione MH
Classificazione MH 10 novembre 1997 (≈ 1997)
Registrazione come monumento storico.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Casa comune (Cd. CE 420): registrazione per ordine del 10 novembre 1997
Dati chiave
Jean Dormoy - Sindaco socialista di Montluçon
Iniziatore del progetto nel 1896.
Gilbert Talbourdeau - Architetto comunale
Produttore dell'edificio nel 1897.
Origine e storia
La casa comune di Montluçon, situata nel quartiere della città-Gozet sulla riva sinistra del Cher, è stata concepita come un contrappunto laico alla chiesa di San Paolo. Iniziata nel 1896 da Jean Dormoy, primo sindaco socialista della città, la sua costruzione fa parte di una volontà politica per creare una "casa del popolo" per i sindacati e le associazioni dei lavoratori. Il progetto, affidato all'architetto comunale Gilbert Talbourdeau, fu adottato nel luglio 1897 e combina una moderna struttura metallica con facciate in pietra e mattoni tradizionali.
L'edificio fu inaugurato il 24 settembre 1899 dopo due anni di lavoro. Il suo frontone porta l'iscrizione casa comune in lettere rosse, mentre una seconda menzione, casa dei sindacati, appare sopra la cornice del piano terra. Situato sull'attuale piazza Jean-Dormoy, simboleggia l'ancoraggio dei movimenti sociali in questo quartiere industriale, sviluppato dall'apertura del canale Berry nel 1834. La casa comune, classificata come monumento storico nel 1997, rimane una testimonianza architettonica delle lotte operaie della fine del XIX secolo.
Il quartiere della Città-Gozet, dove sorge l'edificio, è stato urbanizzato dal 1840 con l'industrializzazione di Montluçon, legato al canale Berry. Questo contesto spiega la scelta di un luogo accessibile ai lavoratori, in opposizione simbolica alla vicina chiesa. La struttura in metallo, innovativa per il periodo, contrasta con i materiali tradizionali delle facciate, riflettendo sia la modernità tecnica che l'ancoraggio locale. L'edificio, di proprietà del comune, illustra l'emergere di spazi dedicati all'emancipazione popolare sotto la Terza Repubblica.
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