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Museo Archeologico di Banassac en Lozère

Musée
Musée d'Archéologie et d'Antiquité

Museo Archeologico di Banassac

    Place de l'Eglise Saint Médard
    48500 Banassac

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
800
900
1800
1900
2000
Ve-VIIIe siècle
Strike di valute merovingian
1883
Catalogo delle monete Gevaudan
1989
Apertura del museo
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Gilbert Fages - Fondatore del museo Iniziatore di apertura nel 1989.
Vicomte Ponton d’Amécourt - Numismate e storico Autore del catalogo *Merovingian Valuta* (1883).
E. de Moré de Préviala - Numismate e collaboratore Coautore del catalogo del 1883.
Sigebert III - Re Meroving Valuta *Sigebertines* colpita a Banassac.
Maximinus - Meccanismo monetario Premi alcune monete per Banassac.

Origine e storia

Il Museo Archeologico di Banassac è stato fondato nel 1989 sotto la guida di Gilbert Fages e dell'associazione archeologica locale. Situato nel municipio di Banassac, evidenzia le scoperte degli scavi effettuati sul comune, tra cui ceramiche gallo-romane e monete merovinge.

Banassac era, in epoca gallo-romana, un importante centro per la produzione di ceramica e ceramica sigillata, i cui oggetti si diffondono a Pompei e Polonia. Questi manufatti illustrano l'importanza artigianale del paese nei tempi antichi, così come il suo ruolo nel commercio in tutta Europa.

Il museo ospita anche un'eccezionale collezione di monete merovingiane, che è stimato essere un terzo degli oggetti memorizzati nei musei mondiali da Banassac. Queste monete, colpite tra il V e l'VIII secolo, portano leggende come BANNACICO GAVALETANO (Banassac le Gabalitain), riflettendo la storia monetaria e politica di Gevaudan. Diverse ipotesi spiegano questa abbondanza: l'attività commerciale dei Gabales, del popolo gauliano locale, o la ricchezza dell'Aquitania sotto i Merovingi, attirando i desideri dei Franchi.

Le valute esposte mostrano un'evoluzione stilistica e metallurgica dall'oro all'electrum e poi all'argento. I primi pezzi conservano tracce dell'iconografia romana (effigie imperialiste, crismi), mentre la serie successiva, come quelle colpite sotto Sigebert III, degenera in qualità. Alcune monete sono attribuite al Maximinus monetario e portano riferimenti a La Canourgue o Saint-Martin.

La ricerca numismatica del XIX secolo, in particolare quella del Vicomte Ponton d'Amécourt e d'E. de More de Préviala, ha permesso di classificare queste monete in sei gruppi. Il loro catalogo, Monnaies Mérovingiennes du Gévaudan (1883), rimane un riferimento, completato successivamente dalle opere di Jean-Louis Mirmand. Questi studi evidenziano il ruolo chiave di Banassac nella storia monetaria merovingiana, legata alla sua attività economica e alla sua posizione geografica.

Il nome Banassac deriva dalle parole Gallic banne (corno) e ac (dominio), mentre il Gevaudan deriva da Gabali, il popolo gaulico menzionato da Giulio Cesare. Questa etimologia riflette il profondo ancoraggio storico della regione, tra patrimonio celtico e progressiva integrazione nei regni francescani.

Collegamenti esterni

Condizioni di visita

  • Conditions de visite : Ouvert toute l'année
  • Contact organisation : 04 66 32 82 10