Crédit photo : No machine-readable author provided. Richieman ass - Sous licence Creative Commons
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Timeline
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1700
1800
1900
2000
XVIIe siècle
Inizio della tradizione immaginaria
Inizio della tradizione immaginaria XVIIe siècle (≈ 1750)
Con Claude Cardinet e Jean-Charles Didier.
XIXe siècle
Un picco di immagini Pellerin e Pinot
Un picco di immagini Pellerin e Pinot XIXe siècle (≈ 1865)
Nominato International per Epinal.
Fin du XVIIIe siècle
Creazione di Epinal Imagery
Creazione di Epinal Imagery Fin du XVIIIe siècle (≈ 1895)
La compagnia privata opera ancora oggi.
2003
Inaugurazione del Museo dell'Immagine
Inaugurazione del Museo dell'Immagine 2003 (≈ 2003)
Creato dalla Città di Epinal.
2010
Acquisizione della collezione Henri George
Acquisizione della collezione Henri George 2010 (≈ 2010)
85.000 immagini aggiunte al museo.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Claude Cardinet - Pioniere di imaging epinale
Attivo nel XVII secolo.
Jean-Charles Didier - Pioniere di imaging epinale
Attivo nel XVII secolo.
François Mutterer - Designer grafico contemporaneo
Autore della facciata in vetro del museo.
Origine e storia
Il Museo Epinal Image, inaugurato nel 2003, nasce dal desiderio della Città Epina per valorizzare il suo ricco patrimonio fantasioso. La tradizione dell'imaging a Epinal risale al XVII secolo con figure come Claude Cardinet e Jean-Charles Didier, ma fu nel XIX secolo che le immagini Pellerin e Pinot consolidarono la sua reputazione. Il museo si basa su testimonianze storiche degli archivi municipali, della biblioteca, del museo dipartimentale dell'Arte Antica e Contemporanea, e dell'Immagine di Epinal, un'azienda privata ancora attiva dalla fine del Settecento.
La collezione è cresciuta considerevolmente, grazie in particolare all'acquisizione nel 2010 della collezione Henri George, con 85.000 immagini, mettendo così in risalto le risorse del museo. Oggi, riunisce più di 110 000 immagini, che coprono vari temi: arte religiosa, civiltà europee ed extraeuropee, collezioni militari, etnologia. Queste immagini provengono da centri fantasiosi francesi (Épinal, Nantes, Orléans) e stranieri (Messico, Giappone, India), che illustrano la diversità e la sostenibilità di questi media popolari.
L'edificio, progettato dall'ufficio di Remarks, si distingue per una facciata in vetro di 150 m2 decorata con un film colorato raffigurante una scena di un'immagine di Epinal, composta da 18.000 vignette. Questo luogo di 2.000 m2, situato di fronte alla Moselle, unisce esposizioni permanenti e temporanee, mettendo in discussione i legami tra immagini antiche e contemporanee. Il museo offre un approccio innovativo, che combina immagini popolari, fotografia, pittura e altre forme d'arte, per esplorare le evoluzioni sociali dal XIX secolo.
L'immaginazione di Epinal, azienda privata associata al museo, ha continuato questa tradizione fin dalla sua creazione alla fine del XVIII secolo. Il museo e le immagini condividono un sito comune, permettendo ai visitatori di scoprire sia il patrimonio storico che la produzione attuale. Le mostre, spesso inventive, rendono il Museo d'Immagine un punto di riferimento per comprendere l'immaginario popolare e il suo impatto culturale, sia in Francia che all'estero.
Il museo è etichettato "Musée de France" ed è posizionato come protagonista nella conservazione e nella diffusione di questo patrimonio visivo. Il suo centro di documentazione, laboratori di animazione e spazi espositivi lo rendono un luogo dinamico accessibile ad un vasto pubblico. La facciata, opera del graphic designer François Mutterer, simboleggia questa fusione tra tradizione e modernità, invitando un'immersione nel mondo delle immagini, da ieri a oggi.
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