Posa la prima pietra 11 mai 2015 (≈ 2015)
Inizio ufficiale del lavoro.
15 décembre 2015
Trasferimento di pezzi monumentali
Trasferimento di pezzi monumentali 15 décembre 2015 (≈ 2015)
Mosaico di *Bellerophon* e Milestones.
2 mai 2016
*Future Heritage Award*
*Future Heritage Award* 2 mai 2016 (≈ 2016)
Premio per l'architettura contemporanea.
2 juin 2018
Aperto al pubblico
Aperto al pubblico 2 juin 2018 (≈ 2018)
Inaugurazione con etichetta *Musée de France*.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Elizabeth de Portzamparc - Architetto vincitore
Conceptor dell'edificio e del suo museo.
Jean-Paul Fournier - Sindaco di Nîmes
Iniziatore del progetto museale moderno.
Franck Putelat - Chef stellato
Creatore della mappa del ristorante.
Origine e storia
Il Nîmes Romanity Museum fu progettato per succedere all'ex museo archeologico comunale, creato nel 1823 e originariamente installato nella Maison Carrée prima di essere trasferito in un collegio gesuita alla fine del XIX secolo. La sua apertura al pubblico il 2 giugno 2018 segna il culmine di un progetto lanciato nel 2011, motivato dall'eccezionale scoperta, nel 2006-2007, di un domus romano e di due mosaici (tra cui Achille e Pentheus) durante gli scavi preventivi nei vicoli di Jaurès. Queste vestigia, chiamate "più belle opere dopo quelle di Pompei", hanno rafforzato il desiderio del municipio di creare uno spazio moderno per esporre questi tesori e le collezioni esistenti, precedentemente dispersi o poco sviluppate.
Il progetto architettonico è stato affidato ad Elizabeth de Portzamparc dopo una competizione internazionale tra Rudy Ricciotti e Richard Meier. Il suo edificio, inaugurato nel 2018, si distingue per una facciata in vetro serigrafato che evoca un toge romano, dialogando con le vicine antiche arene. Il museo è organizzato intorno ad un atrio centrale che evoca la fonte della Fontana, il simbolo fondatore di Nîmes. Il suo percorso cronologico (età del ferro, epoca romana, Medioevo) incorpora 65 dispositivi multimediali (realtà aumentata, film) per immergere i visitatori nella vita quotidiana, nella pianificazione urbana e nelle credenze dei tempi passati. Tra i pezzi di punta troviamo il mosaico di Bellerophon, Miles e i bassorilievi medievali della chiesa di Saint Martin.
Il museo ospita anche un ristorante gastronomico guidato dallo chef stellato Franck Putelat, un giardino mediterraneo e una terrazza con vista panoramica sui monumenti emblematici di Nîmes. Fin dalla sua apertura, ha offerto ben note mostre temporanee, come "Gladiateurs, eroe del Colosseo" (2018) o "Achille et la guerre de Troie" (2024), valutando al contempo un fondo unico di ceramiche greche, etruschi e corsi d'arte, derivanti da lasciti privati e depositi statali. La sua architettura pluripremiata (Future Heritage Award 2016) incarna un dialogo tra passato e modernità, con una struttura in vetro chiaro e acciaio inox a contrasto con la roccia delle arene.
Gli scavi del 2006-2007 hanno rivelato i resti di un domus e mosaici romani di qualità eccezionale, paragonabili a quelli di Pompei. Queste scoperte sono state il catalizzatore del progetto, spingendo il sindaco Jean-Paul Fournier a lanciare un museo in grado di ospitare queste opere in condizioni ottimali. Il trasferimento di pezzi monumentali, come il mosaico Bellerophon, ha avuto luogo nel dicembre 2015, segnando un passo chiave prima dell'apertura. Oggi il museo è posizionato come luogo scientifico, culturale e vivente, integrando tecnologie digitali per rendere accessibile la storia di Nîmes, dalle sue origini galliche al suo patrimonio romano e medievale.
L'architettura di Elizabeth de Portzamparc svolge un ruolo centrale nell'identità del museo. La "pelle di vetro" che avvolge l'edificio, composta da 6.708 piastrelle in serigrafia, crea un effetto mosaico gigante che si riferisce all'arte romana. All'interno, la trasparenza degli spazi consente la vista sulle arene, mentre la terrazza sul tetto offre un panorama della città. Progettato come luogo di vita, il museo comprende spazi da pranzo, giardini e percorsi urbani che collegano le piazze circostanti. La sua impiantazione sul bordo dell'ECUson, il cuore storico di Nîmes, mette in evidenza il suo ancoraggio nel tessuto urbano, tra antichi resti e dinamismo contemporaneo.
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