Creazione embrionale 1798 (≈ 1798)
Nascita attraverso attacchi rivoluzionari.
1809
Comune
Comune 1809 (≈ 1809)
Diventare uno stabilimento municipale e aperto.
1826
Donazione Fabre
Donazione Fabre 1826 (≈ 1826)
Trasformazione dopo la bequest del pittore.
3 décembre 1828
Inaugurazione Hotel de Massilian
Inaugurazione Hotel de Massilian 3 décembre 1828 (≈ 1828)
Nuovo sito rinnovato da Favis e Boué.
2000s
Ampliamento contemporaneo
Ampliamento contemporaneo 2000s (≈ 2000)
Area estesa a 9.200 m2.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
François-Xavier Fabre - Pittore e donatore
Lasciare le sue collezioni italiane nel 1826.
Favis et Boué - Architetti
L'Hotel de Massilian (1828).
Origine e storia
Il Museo Fabre trova le sue origini nelle crisi rivoluzionarie già nel 1798, in forma embrionale. Cresce grazie agli invii dello Stato, compresi i lavori dell'Accademia, e divenne un istituto comunale nel 1809. La sua apertura al pubblico è accompagnata da diverse mosse: Collège des Jésuites, Hôtel de Crozals (futur Hôtel de Saint-André), poi Hôtel de Bellaval (Mairie). Questi trasferimenti riflettono la sua evoluzione istituzionale prima della sua grande trasformazione nel 1826.
Nel 1826 il museo fu completamente ridisegnato dopo l'eccezionale donazione del pittore François-Xavier Fabre (1766–37), che lasciò le collezioni di Montpellier realizzate durante il suo soggiorno in Italia. Questa eredità segna un punto di svolta, completato da altri regali eccezionali: collezioni Valedeau (1836), Bruyas (1867), e Bazille. Questi contributi successivi arricchiscono i suoi affezionati, in particolare nei dipinti italiani, spagnoli, fiamminghi e francesi del XVIII-19esimo secolo, così come nei disegni e nelle sculture.
L'installazione permanente del museo nell'Hotel de Massilian (XVI-XVIII secolo), rinnovata dagli architetti Favis e Boué, fu inaugurata il 3 dicembre 1828. L'ampliamento contemporaneo porta la sua superficie a 9.200 m2, permettendo di visualizzare contemporaneamente 800 opere (rispetto a 500 prima). Il layout dei corsi (Sud, Bazille, Bourdon) crea una transizione fluida tra la città e gli spazi museali, simboleggiando il suo ancoraggio urbano.
Le collezioni permanenti evidenziano le scuole europee, con una predominanza per la pittura francese dal XVIII al XIX secolo. I disegni italiani e francesi (XVIIe–XIXe), i bronzi e le ceramiche italiane e francesi completano questo set. Il museo, chiamato Musée de France, incarna così il patrimonio artistico di Montpellier, coniugando il patrimonio locale e le influenze europee.
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