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Vecchio castello di Mérindol dans le Vaucluse

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château fort
Vaucluse

Vecchio castello di Mérindol

    Chemin de l'Apied
    84360 Mérindol
Proprietà del comune
Vieux château de Mérindol
Vieux château de Mérindol
Vieux château de Mérindol
Vieux château de Mérindol
Crédit photo : Pmk58 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1900
2000
Début XIIIe siècle
Fondazione Castrum
1448
Abbandonamento del castello
XIVe siècle
Un picco del villaggio castrale
1504
Vaudois Housing Act
1545
Borsa di Mérindol
1978
Inaugurazione del memoriale Vaud
1997
Inventario addizionale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Vestiges découvertes et à découverte componendo il castrum du Vieux Mérindol (causa A 47; AE 45, 46): iscrizione per ordine del 13 gennaio 1997

Dati chiave

Guy, vicomte de Cavaillon - Signore di Merindol Primo feudo nel 13.
Raymond VII - Conte di Tolosa Suzerain de Guy de Cavaillon.
François Ier - Re di Francia Ordonna la borsa del 1545.
Antoine de Cabassole du Réal - Capitano delle galeee Beneficiario della terra dopo il 1545.

Origine e storia

L'antico castello di Mérindol, situato nel Vaucluse, è una fortezza medievale costruita all'inizio del XIII secolo a piedi delle montagne di Luberon, affacciata sulla valle della Durance. Le sue rovine, ancora oggi visibili, includono un recinto del XIII secolo, una cappella, una dungeon in ritirata, e le tracce di un originale villaggio castrale composto da poche case. Il sito, elencato nell'Inventario Supplementare dei Monumenti Storici dal 1997, illustra l'architettura difensiva provenzale, dove il recinto ha esteso le scogliere naturali per rafforzare la protezione simbolica e fisica.

La signoria di Mérindol era originariamente di proprietà di Guy, Visconte di Cavaillon, vassallo del conte di Tolosa Raymond VII. Nel XIV secolo, il villaggio castrale si estendeva a circa 40 case, e la cappella castrale divenne la chiesa parrocchiale sotto l'autorità di un vescovo signore. Tuttavia, la pestilenza della metà del XV secolo decimò la popolazione, portando all'abbandono del castello fin dal 1448. Nel 1504, un "morto di abitazione" fu firmato con 12 famiglie vaudiane, rivivendo la vita locale con una comunità protestante perseguitata.

Nel 1540, il villaggio aveva 150 a 200 abitanti, ma il "Sac de Mérindol" nel 1545, ordinato da François I, segnava un tragico punto di svolta: l'esecuzione del Vaudois, lo smantellamento della fortezza e la confisca della proprietà. I sopravvissuti fuggirono a Ginevra, e anche se il villaggio fu ricostituito, il castello non fu mai ricostruito. Un memoriale valdese, inaugurato nel 1978, commemora oggi le vittime protestanti, richiamando il loro legame con la Chiesa Riformata dal 1532.

Architettonicamente, il castello segue un classico piano provenzale in tre poli: dungeon-chapelle-premises, tipico dei villaggi-castrum di Luberon. L'accesso, protetto da un lungo percorso periferico, ha portato ad una possibilità tra la cappella e la torre. Gli scavi hanno rivelato ceramiche del XIII e XIV secolo, confermando questi periodi di occupazione. Il sito, liberamente accessibile, si integra con il percorso turistico "Merindol - Traces Vaudoises", promosso dai Parchi Naturali Regionali.

Dopo la sua distruzione, il castello rimane un simbolo di persecuzione religiosa in Provenza. La sua storia riflette le tensioni tra il potere cattolico reale e le comunità protestanti, così come la resilienza delle popolazioni locali. Oggi, le sue rovine e il memoriale offrono una testimonianza maligna di questo passato turbolento, mentre inghiottisce in un paesaggio naturale conservato.

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