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Palazzo episcopale di Mirepoix dans l'Ariège

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Palais épiscopal
Ariège

Palazzo episcopale di Mirepoix

    Rue du Maréchal-Clauzel
    09500 Mirepoix
Palais épiscopal de Mirepoix
Palais épiscopal de Mirepoix
Palais épiscopal de Mirepoix
Palais épiscopal de Mirepoix
Crédit photo : MOSSOT - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1493
Elezione di Philippe de Lévis
1519-1520
Inizio del lavoro
1537
Morte di Philippe de Lévis
1795
Vendita come un bene nazionale
2 juillet 1999
Classificazione monumento storico
2019
Leasing emfiteotico firmato
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Palazzo Vescovile (Box D 1777): Ordine del 2 luglio 1999

Dati chiave

Philippe de Lévis - Vescovo di Mirepoix (1497-1537) Sponsor e costruttore del Palazzo Episcopale.
Jehan Rancy (dit Fuilhète) - Scultore e architetto Autore sospettato della scalinata rinascimentale.
Georges Terrer - Master Mason Responsabile del lavoro nel 1519-1520.
Jean-François Boyer - Vescovo nel XVIII secolo Riparazioni di finanza e nuove scale.
Duc de Lévis-Mirepoix - Acquirente post-rivoluzione Comprate il palazzo, togliete i camini.

Origine e storia

Il Palazzo episcopale di Mirepoix, situato nel dipartimento di Ariège, è stato costruito all'inizio del XVI secolo da Mons. Philippe de Lévis. Quest'ultimo, eletto nel 1493 ma di fronte all'opposizione, iniziò la costruzione di un nuovo palazzo dopo aver acquistato una casa rovinata chiamata "pristinario". Le opere, realizzate a partire dal 1519-1520, comprendono un'estensione in pietra e una scala rinascimentale ispirata ai modelli italiani, probabilmente realizzata dallo scultore Jehan Rancy, Failhete, attivo a Mirepoix dal 1528. Il palazzo, incompiuto dopo la morte del vescovo nel 1537, comprende una cappella privata a due piani, un oratorio collegato alla cattedrale e appartamenti episcopali.

Durante la Rivoluzione, il palazzo fu trasformato in soffitta pubblica e poi venduto come bene nazionale. Racimolato dal duca di Lévis-Mirepoix, subì sfortunate modifiche, come lo smantellamento dei camini per lo Château de Léran. Nel XIX secolo, ospita una scuola per ragazze, poi un museo "Heritage and Traditions", chiuso nel 2010. Dal 2019, una locazione emfiteotica lega la diocesi e il comune per il suo restauro, con un progetto di centro di interpretazione del patrimonio nell'ambito dell'etichetta Paese d'Arte e Storia dei Pirenei catari. Classificato un monumento storico nel 1999, il palazzo illustra l'architettura civile e religiosa rinascimentale in Occitanie.

L'edificio è costituito da un corpo principale del XVI secolo, esteso da un'ala del XVIII secolo. La sua facciata settentrionale, in pietra tagliata, ha archi in calette di cesto e sezioni trasversali, mentre la scalinata rinascimentale, ornata da asini di lampade e motivi italiani, collega il palazzo alla cappella episcopale situata sopra il portico della cattedrale. La cappella, a volte dogives con venature raggianti, occupa due livelli e comunica con gli appartamenti del vescovo. Le opere iniziali, documentate da un contratto con il maestro massone Georges Terrer nel 1520, descrivono la costruzione di una galleria, un gabinetto e fondazioni delle scale. Il tutto, anche se parzialmente alterato, conserva elementi architettonici notevoli, come le chiavi della volta e i modelli delle finestre.

Philippe de Lévis, sponsor del palazzo, è una figura centrale nella sua storia. Vescovo di Mirepoix dal 1497 al 1537, supervisionò non solo la costruzione del palazzo ma anche il restauro della cattedrale. Il suo progetto, che non era stato completato fino alla sua morte, riflette la sua ambizione di modernizzare le infrastrutture episcopali. I successori di Philippe de Lévis abbandonarono gradualmente il palazzo a favore dello Château de Mazerettes. Nel XVIII secolo, il vescovo Jean-François Boyer finanziava riparazioni, tra cui una nuova scala in pietra. La vendita del palazzo come bene nazionale nel 1795 segna una svolta nel suo uso, da una funzione religiosa ad usi civili e culturali.

Fonti storiche, comprese le opere di Abbé Gabaldo e Bruno Tollon, sottolineano l'importanza architettonica del palazzo. Gli studi rivelano due distinte campagne di costruzione, con elementi gotici e rinascimentali. La scala, attribuita a Jehan Rancy, è paragonata a quella degli alberghi di Tolosa di Bernuy e d-Ulmo, datata dagli anni 1529-1531. Le decorazioni scolpite, come medaglioni e nudi con un antico, testimoniano l'influenza italiana. Nonostante i discutibili restauri del XIX secolo, il palazzo rimane un esempio significativo del patrimonio occitano, mescolando funzioni religiose, residenziali e simboliche.

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