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Paleolitico Gisement del Roche-Cotard à Langeais en Indre-et-Loire

Indre-et-Loire

Paleolitico Gisement del Roche-Cotard

    Viaduc de Langeais
    37130 Langeais
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Gisement paléolithique de la Roche-Cotard
Crédit photo : Thilo Parg - Sous licence Creative Commons

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1846
Cancellare l'ingresso
17 janvier 1912
Scoperta fortuito
1975
Nuova campagna di ricerca
1977
Scoperta della maschera
5 février 2018
Registrazione per monumenti storici
7 mai 2021
Classificazione del sito
2023
Incontri di linee digitali
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il deposito Paleolitico del Roche-Cotard, nella sua interezza, composto dalla grotta adornata con il cosiddetto "Greco di Achon", la sua rete sotterranea, tutte le cavità carsiche e le reti, la scogliera e il suo pendio per il terreno e il seminterrato, situato su appezzamenti Nos. 21, 124, 126, 128, 132, 166, 199, 202, 204, 206, 202, 210 e 212

Dati chiave

François d'Achon - Proprietario e ricercatore Alla scoperta della grotta nel 1912.
Jean-Claude Marquet - Archeologo Dirige gli scavi dal 1975.
Francesco d'Errico - Preistoria Contest l'interpretazione simbolica della maschera.
Paul Pettitt - Archeologo Propone un'ipotesi alternativa (toy bambino).

Origine e storia

Il deposito paleolitico del Roche-Cotard, situato a Langeais (Indre-et-Loire), è un complesso archeologico composto da tre zone (Roche-Cotard I, II e III) che rivelano occupazioni umane datate al Moustarian, tra 75.000 e 32.000 anni. La grotta principale (Roche-Cotard I), scoperta nel 1912 da François d'Achon, condusse strumenti flint, ossa di animali (bisoni, cavalli, rinoceros) e tracce di habitat Neanderthal. Il suo ingresso, sepolto sotto 8-10 metri di sedimenti, era stato sgomberato nel 1846 durante il lavoro.

Nel 1975, Jean-Claude Marquet rivivò gli scavi e identificò altri due siti (Roche-Cotard II e III), così come incisioni parietiche e un blocco flint modificato, soprannominato la "maschera mistica". Quest'ultimo, datato tra 75.600 e 40.000 anni, è interpretato come una possibile rappresentazione simbolica Neanderthal, anche se questa ipotesi rimane discussa. Roche-Cotard II rivelò anche strumenti acustici e flint, mentre Roche-Cotard III conteneva grandi ossa mammali e grandi shrapnel.

Il sito è stato classificato come monumento storico nel 2018 ed è stato classificato nel 2021 per la sua eccezionale importanza. Date recenti (luminescenza, carbonio 14) confermano la sua attribuzione a Man of Neanderthal, soprattutto per le tracce digitali scoperte nel 1975 e riesaminate nel 2023. Queste incisioni, tra 57.000 e 75.000 anni, sono tra le più antiche testimonianze di espressione artistica del mondo.

Gli artefatti Roche-Cotard includono quasi 100 strumenti flint (racler, punte moustarian), ossa di fauna selvatica quaternaria, e la "maschera", un blocco di 10,55 cm perforato naturalmente e modificato da ritocchi simmetrici. La sua interpretazione oscilla tra oggetto simbolico, peso di utilità o giocattolo, riflettendo i dibattiti sulle capacità cognitive dei neandertaliani. Gli strati sedimentari consegnarono anche resti di cervo megakeros, iene di grotte e bovidi primitivi.

Gli scavi rivelarono un'occupazione discontinua, con tracce di flint in situ (Roche-Cotard III) e campi temporanei (Roche-Cotard II). L'assenza di piccolo shrapnel in alcuni livelli suggerisce che gli strumenti sono stati parzialmente fabbricati altrove. Il sito illustra così gli stili di vita musteri, tra caccia, raccolta e possibili pratiche simboliche, in un ambiente di steppe fredde che confina con la Loira.

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