Logo Musée du Patrimoine

Tutto il patrimonio francese classificato per regioni, dipartimenti e città

Resti romani à Tarquimpol en Moselle

Resti romani

    10 Rue du Théatre
    57260 Tarquimpol
Proprietà del comune
Crédit photo : Joël Thibault - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
16 février 1930
Classificazione monumento storico
1981
Riscoperto dalla fotografia aerea
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Roman Remnants: su Gazzetta ufficiale del 16 febbraio 1930

Dati chiave

Félix Le Royer de La Sauvagère - Studioso del XVIII secolo Primi documenti dell'antico sito.
Jean-Louis Dugas de Beaulieu - Storico del XIX secolo Identifica Decempagi in Tarquimpol (1843).

Origine e storia

L'antico teatro di Tarquimpol, scoperto nel 1981 dalla fotografia aerea, è un'importante vestigia della città romana di Decempagi (oggi Tarquimpol, Moselle). Costruito nel terzo secolo sotto l'alto Impero, questo monumento di 117 metri, probabilmente un teatro di arena, potrebbe ospitare tra 8.000 e 16.000 spettatori. La sua cantina semicircolare e orchestra di 45 m di diametro suggeriscono una struttura interamente aerea, senza supporto naturale. I candeggieri, ora estinti, sono stati sostenuti da pareti ad anello e irradiano in caissons. Abbandonato prima del Basso Impero, fu parzialmente smantellato per riutilizzare le sue pietre.

Decempagi, una sosta sulla strada romana Metz-Strasburgo, era un agglomerato secondario organizzato secondo un piano ortogonale, tra cui forse un tempio e una zona urbanizzata a nord dell'attuale villaggio, vicino al laghetto Lindre. Il teatro, situato al di fuori delle mura durante la costruzione del recinto tardo (fine III-inizio IV secolo), testimonia l'importanza della città come centro regionale. La sua classificazione come monumenti storici nel 1930 (anche prima della sua riscoperta) protegge l'intero sito archeologico, di proprietà del dipartimento Moselle.

I primi documenti del sito risalgono al XVIII secolo grazie allo studioso Félix Le Royer de La Sauvagere, ma la sua identificazione con Decempagi fu fondata nel 1843 da Jean-Louis Dugas de Beaulieu. Gli scavi aerei e le prospettive dal 1980 hanno rivelato un monumento insolito per la regione, senza equivalente in Lorena per le sue dimensioni. Le lastre di rifiuti presenti sul sito potrebbero provenire dalle tribune, mentre l'assenza di pietre di vomito (passi avvitati) rimane un enigma. Il teatro, probabilmente costruito su vecchie murature, cancella un precedente edificio di 100 m di lunghezza, attestante una prima occupazione del sito.

La datazione precisa del teatro rimane incerta, anche se la sua costruzione è associata all'Impero superiore (I-III secolo). Il suo abbandono coincide con il ritiro difensivo della città al Basso Impero, quando il recinto esclude deliberatamente il monumento, simbolo di un'epoca passata. Le pietre, riutilizzate negli edifici locali, illustrano una pratica comune del riciclaggio dei materiali nella tarda antichità. Oggi, il sito, anche se non molto dettagliato, offre un grande potenziale archeologico per comprendere l'urbanizzazione e le pratiche culturali in Gallia romana.

Antiche fonti scritte, come la tavola del Puisinger e la Strada di Antonin, confermano il ruolo di Decempagi come palcoscenico cittadino su un asse strategico. L'assenza di tracce di Gaulish suggerisce una fondazione ex nihilo sotto Augusto, tipica degli agglomerati secondari romani. Il teatro, dimensionato per una popolazione molto più grande di quella della città, potrebbe indicare un santuario o un luogo di ritrovo regionale, ipotesi rafforzata dalla presunta presenza di un tempio vicino. Recenti ricerche, come quella di Deborah Sebag (2017), evidenziano il valore di un approccio diagnostico a questo sito ancora sconosciuto.

Collegamenti esterni