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Chiesa di Saint-Prim-et-Félicien di Saint-Prim dans l'Isère

Isère

Chiesa di Saint-Prim-et-Félicien di Saint-Prim

    50 Rue du Village
    38370 Saint-Prim

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
900
1800
1900
2000
863
Primo certificato scritto
1849
Restauro della navata
2000
Ordine pubblico a Rutault
2004-2007
Trasformazione di Claude Rutault
2007
Inaugurazione della chiesa restaurata
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Claude Rutault - Artista contemporaneo Autore della ricreazione artistica (2004-2007)

Origine e storia

La chiesa dei Santi-Prim-et-Félicien di Saint-Prim, a Isère, è attestata dal IX secolo: un documento dell'863 menziona il suo trasferimento alla chiesa di Saint-Pierre a Vienna. Il suo coro, dal periodo romanico, testimonia questa origine medievale. La navata, restaurata nel 1849 in stile neogotico, fu seguita dalla costruzione del campanile pochi anni dopo.

Nel 1997 sono state previste ristrutturazioni, portando ad un ambizioso progetto guidato da DRAC e dall'artista Claude Rutault. Un ordine pubblico, emesso nel 2000 dal Comune e dal Ministero della Cultura, ha portato ad una radicale trasformazione tra il 2004 e il 2007. La chiesa è ripensata come un'opera d'arte totale: pareti dipinte in terra locale e bianca, tende colorate che sostituiscono vetrate, mobili liturgici ridisegnati, e statue Sulpiche riunite insieme.

Claude Rutault esplora una spiritualità pura, dove la luce, filtrata da ciechi in movimento, anima lo spazio senza ricorrere a rappresentazioni figurative. Le foglie degli alberi, proiettate attraverso questi colori, diventano "elementi di vita", riecheggiando il battistero scavato per l'occasione. La chiesa, inaugurata nel 2007, incarna così una fusione tra patrimonio storico e arte contemporanea.

L'edificio conserva tracce del suo passato: il coro romanico contrasta con la navata del XIX secolo, mentre le recenti scelte artistiche dialogano con la storia del luogo. Il restauro ha coinvolto anche la creazione di un altare, un tabernacolo, sedute e una croce, tutto integrato in questa visione unificata.

Questa metamorfosi fa parte di una riflessione sul ruolo dell'arte sacra oggi, dove l'astrazione e la modularità (via ciechi) invitano una rinnovata esperienza sensoriale e spirituale. Il progetto ha segnato la chiesa come un esempio unico di reinterpretazione del patrimonio dell'arte contemporanea in Francia.

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