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Sala de Saint-Lys en Haute-Garonne

Patrimoine classé
Patrimoine urbain
Halle
Halle de Saint-Lys
Halle de Saint-Lys
Halle de Saint-Lys
Halle de Saint-Lys
Halle de Saint-Lys
Halle de Saint-Lys
Crédit photo : PhTruillet - Sous licence Creative Commons

Timeline

Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1800
1900
2000
1842-1846
Costruzione della sala
11 octobre 2004
Registrazione per monumenti storici
2014
Riabilitazione completa
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La sala in pieno (caso F 175): registrazione per ordine dell'11 ottobre 2004

Dati chiave

Edmond Chambert - Architetto Designer della sala tra 1842-1846.

Origine e storia

La Saint-Lys Hall, situata nel centro della Place Nationale nel comune dello stesso nome, è un edificio neoclassico costruito tra il 1842 e il 1846 dall'architetto Edmond Chambert. Si distingue per l'uso di mattoni rosa, tipici dell'architettura di Tolosa, e da una cornice che incorpora elementi metallici, un'innovazione per il tempo. Misura 26 metri di lunghezza per 22 metri di larghezza, con un'altezza del tetto di quasi 10 metri, offre una superficie interna di 489 m2. Il suo piano ovale e i suoi venti archi al centro, due dei quali sono contrassegnati da pedimenti triangolari, lo rendono un notevole esempio di architettura civile del XIX secolo.

La Sala è stata elencata come monumenti storici per l'11 ottobre 2004, riconoscendo così il suo valore di patrimonio. Nel 2014, ha ricevuto piena riabilitazione, preservando le sue condizioni e l'uso per la comunità. Di proprietà del comune di Saint-Lys, rimane un luogo centrale nella vita locale, sia nella sua storia che nella sua posizione geografica nel cuore della città. La sua inclusione nell'inventario generale del patrimonio culturale (base Mérimée) e la sua menzione in fonti come Monumentum sottolineano la sua importanza nel paesaggio architettonico dell'Alta Gallina.

Secondo il comune, la sala è considerata l'edificio più emblematico di Saint-Lys, riflettendo sia l'identità locale che le ambizioni urbane del XIX secolo. La sua architettura, che unisce tradizione (mattoncini rosa) e modernità (struttura metallica), illustra gli esperimenti del periodo nel campo della costruzione pubblica. Oggi continua a svolgere un ruolo sociale e simbolico, pur essendo una testimonianza tangibile della storia industriale e architettonica della regione occitana.

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