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Santuario mariano di La Font-Sainte à Saint-Hippolyte dans le Cantal

Cantal

Santuario mariano di La Font-Sainte


    15400 Saint-Hippolyte

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1505
Primo ingresso scritto
vers 1740
Apparenza mariana
1744
Costruzione dell'oratorio
1834
Decisione di ricostruzione
1837
Consacrazione della cappella
1929
Tabella di Émile Rollier
2025
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il santuario mariano del Font-Sainte nella sua interezza, comprendente la cappella, l'oratorio, la fontana, il patée croce, le due pareti delle custodie e la targa, situata su trame n. 13, 14 e 15, mostrata nella sezione cadastre D, come delimitata in rosso sul piano annesso al decreto: iscrizione per ordine del 23 maggio 2025

Dati chiave

Marie Galvain - Visione Testimonianza dell'apparizione mariana circa 1740
Émile Rollier - Pittore Autore del dipinto del 1929

Origine e storia

Il santuario mariano di La Font-Sainte si trova ad un'altitudine di 1230 metri, nel cuore delle montagne cantali, vicino a Saint-Hippolyte. Include una cappella di croce latina, un oratorio di pietra del 1744 e una fontana sacra circondata da blocchi di basalto. La cappella, costruita in pietra vulcanica e tufo, presenta un arco di pino e un pavimento decorato con iscrizioni religiose. La sua architettura combina la semplicità rurale e il simbolismo mariano, con una cupola di zinco che si affaccia sul transetto.

L'origine del santuario risale ad un'apparizione mariana riferita intorno al 1740: la Vergine apparve ad una giovane donna, Marie Galvain, incitando la costruzione dell'oratorio che comprende la fonte. Nel 1834, di fronte alla folla di pellegrini, i comuni di Saint-Hippolyte e Selins decisero di ricostruire la cappella, completata nel 1837 (data incisa sulla volta chiave). Il sito, luogo di transumanza e devozione, ospita sempre un pellegrinaggio attivo, con una processione annuale che porta la statua della Vergine tra la chiesa parrocchiale e la cappella.

Il santuario illustra la pietà cantalica popolare, legata ai cicli pastorali e al culto mariano di montagna. Le vecchie cartoline attestano la sua reputazione all'inizio del XX secolo. Oggi rimane un luogo di raccoglimento e di tradizione, dove la statua di Notre-Dame-de-la-Font-Sainte una volta soggiornava da giugno a settembre. Insieme, classificato come monumento storico nel 2025, mantiene il suo ruolo spirituale e patrimonio.

Il Loratorium a pianta quadrata, ricoperto di lauze, ospita la fontana miracolosa, la cui acqua scorre in un bacino di pietra. Questo piccolo edificio, prima della cappella, porta sul suo lintel la data del 1744 e un arco in piena rabbia. I materiali locali (basalt, tuf, ardesia) sottolineano l'integrazione del santuario nel suo ambiente vulcanico, mentre le iscrizioni sul terreno ("La Madonna del Santo Font prega per noi") ricordano la sua vocazione devozionale.

Il dipinto dipinto del 1929 di Émile Rollier, che rappresenta la processione della Vergine, testimonia la persistenza delle pratiche di culto. Il sito, una proprietà comunitaria e privata, comprende anche un patty cross e muri di recinzione basalti, delimitando uno spazio sacro al centro degli estivi. La sua altitudine e l'isolamento lo rendono un punto di riferimento visivo e spirituale per pastori e pellegrini per secoli.

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