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Castello di Turly à Saint-Michel-de-Volangis dans le Cher

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Cher

Castello di Turly

    38 Château de Turly
    18390 Saint-Michel-de-Volangis

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
Fin XIIe siècle
Acquisizione degli Arcivescovi
1496
Ricostruzione medievale
1784
Costruzione
4e quart du XVIIe siècle
Tradizione tradizionale
1791
Vendita come un bene nazionale
20 janvier 2006
Primo ingresso MH
16 décembre 2020
Registrazione estesa
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Tutti gli elementi costruiti e non costruiti che compongono questa residenza rurale degli arcivescovi di Bourges sotto l'Ancien Régime, e corrispondono al suo diritto storico di strada come rappresentato sul piano allegato al decreto, e appare nel cadastre di Saint-Michel-de-Volangis sezione C, sui pacchi n°256 a 262 al posto conosciuto come "les Grands jardins", n°263

Dati chiave

Guillaume de Cambrai (ou Cambray) - Arcivescovo di Bourges Rebuilder del castello nel 1496
Monseigneur Phélypeaux de la Vrillière - Arcivescovo di Bourges Sponsor delle trasformazioni del XVII secolo
André Le Nôtre - Paesaggio Menzionato per un pavimento (vis)
Baron de Laître - Proprietario nel XIX secolo Capo della Restaurazione 1858-1891
Paul de Lavenne de Choulot - Paesaggio Creatore del giardino nel 1862
Saglio - Architetto Collaboratore del Barone de Laître

Origine e storia

Il Castello di Turly, situato nel dipartimento di Cher, è un'ex residenza degli Arcivescovi di Bourges. Alla fine del XII secolo, la proprietà appartenne a quest'ultima, ma fu nel 1496 che l'Arcivescovo Guillaume de Cambrai (o Cambray) iniziò la sua ricostruzione. Questo castello medievale, segnato da torri e da una struttura difensiva, diventa un luogo di potere e di rappresentanza per il clero della Borgogna.

Nel IV trimestre del XVII secolo, dopo le devastazioni delle guerre civili, il castello fu profondamente trasformato sotto l'impulso di monsignor Phélypeaux de la Vrillière. I fossati sono pieni, le pareti del cortile distrutto, e un ponte in pietra sostituisce il vecchio ponte levatoio. La tenuta poi adotta un piano regolare, tipico delle residenze aristocratiche del periodo, con una terrazza arredata e giardini ridisegnati. Una citazione menziona anche l'intervento di André Le Nôtre per un pavimento, anche se il suo ruolo esatto rimane da specificare. Le ali e i padiglioni, che riparano la cappella e i comuni, sono ricostruiti, mentre le torri medievali del corpo della casa sono conservate e ridisegnate.

I lavori proseguirono nel XVIII secolo: nel 1784 fu costruito un nuovo cortile e la facciata del cortile arricchita da una galleria. Tuttavia, la rivoluzione segnò un punto di svolta: nel 1791 la tenuta fu venduta come un bene nazionale, ponendo fine al suo uso ecclesiastico. Nel XIX secolo, tra il 1858 e il 1891, il barone de Laître intraprese un importante restauro con l'architetto Saglio, affidando al paesaggista Paul de Lavenne de Choulot la creazione di un giardino agricolo e paesaggistico. Il castello, ora protetto da monumenti storici (registrazione 2006 e 2020), conserva così le tracce delle sue metamorfosi, dalle fondamenta medievali alle bellezze classiche.

L'insieme architettonico riflette questa sovrapposizione delle epoche: la corte d'onore, affiancata da ali del XVII secolo, si apre su giardini la cui composizione risale principalmente al XVIII secolo. La cappella a volta ricorda l'origine medievale, mentre i padiglioni d'ingresso, con torrette, illustrano il gusto per la simmetria in epoca moderna. Il parco, ampliato e ristrutturato, testimonia le influenze paesaggistiche del XVII e XIX secolo.

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