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Castello di Lacombe à Tarascon-sur-Ariège dans l'Ariège

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Ariège

Castello di Lacombe

    Château Lacombe
    09400 Tarascon-sur-Ariège

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1560
Prima menzione di Deguilhem
1624
Matrimonio strategico
1634
Acquisto di terreni
1699
Deguilhem fastidioso
21 mars 1983
Classificazione dei camini
18 juin 1992
Registrazione del castello
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Cheminées du grand salon au premier étage et du petite salon au second étage (cad. C 21): classificazione per decreto del 21 marzo 1983; Castello (eccetto camini classificati) (Box C 21): iscrizione per ordine del 18 giugno 1992

Dati chiave

François III Deguilhem - Signore di Lacombe e capitano di Rabat Compratore della tenuta nel 1634, trasformatore del castello.
Anne de Saint Pastou de Lapeyrère - Moglie di François Deguilhem Matrimonio nel 1624 per matrimonio di nobiltà.
Bernard de Guilhem - Rear-grandson di Francesco III Lord of Lacombe nel 1747, coinvolto in una disputa.
Raoul Saint-Jean de Pointis - Proprietario nel 1891 Ex capitano della fanteria, membro della Farmers' Society.

Origine e storia

Lo Château de Lacombe, situato a Tarascon-sur-Ariège ad Ariège, è un castello del XVII secolo costruito dalla famiglia Deguilhem. Costruito sui resti di una vecchia fortificazione, dipendeva dalla contea di Foix e riflette le esigenze difensive di un'area segnata dalle guerre di religione e di insicurezza di confine. Il suo acquisto nel 1634 da François III Deguilhem, capitano di Rabat e fondato dal potere del conte di Foix, segna l'inizio della sua trasformazione in residenza signorile, con un quadrilatero affiancato da torrette e una schauguette mâchicoulis.

Il castello conserva elementi difensivi come le corna vestigia di una vecchia strada rotonda, mentre il suo interno è caratterizzato da tre camini in stucco scolpiti, due dei quali sono classificati come monumenti storici nel 1983. Questi set, ispirati alle opere del Primatice a Fontainebleau, illustrano l'ascesa sociale del Deguilhem, una famiglia rotur annunziata nel 1699 dopo alleanze strategiche con la nobiltà locale. I Guilhem, discendenti del Deguilhem, vi risiederono fino alla Rivoluzione, prima che la tenuta passasse alle famiglie di San Giovanni di Pointis e poi Ginesty nel XIX secolo.

L'architettura del castello, tipica delle forti case ariegee, unisce facciate austero traforate con finestre a soffietto e un cortile interno incorniciato da annessi. Un vicolo di alberi pianeggianti secolari conduce all'ingresso, evidenziando la sua integrazione in un parco paesaggistico. I conflitti religiosi e le tensioni di confine del XVII secolo giustificano il suo ruolo protettivo per la Valle di Rabat, mentre allo stesso tempo testimoniano l'arricchimento di una borghesia locale aspirata alla nobiltà.

I monumentali camini, decorati con allegorie (Force, Giustizia, Temperanza, Prudence) e antichi motivi, richiamano l'influenza dei modelli artistici reali. La loro classificazione nel 1983, seguita dall'iscrizione del castello nel 1992, racchiude il valore del patrimonio di questo edificio, simbolo dei cambiamenti sociali e architettonici di Ariège nell'era moderna.

La famiglia Deguilhem, originaria di Rabat-les-Trois-Seigneurs, si stabilì come protagonista nella regione dal XVI secolo, combinando i ruoli di notai, procuratori e capitani di milizia. La loro strategia matrimoniale (matrimonio di François Deguilhem con Anne de Saint Pastou nel 1624) e la loro richiesta di riconoscimento nobiliare nel 1666 – finalmente ottenuta nel 1699 nonostante le proteste – illustrano i meccanismi di ascensione sociale sotto l'Ancien Régime.

Oggi, lo Château de Lacombe, circondato da annessi e da un giardino francese, rimane una testimonianza delle dinamiche storiche di Ariège, tra la tarda insicurezza medievale e l'affermazione di una nobiltà provinciale. Il suo stato di conservazione e le sue successive protezioni lo rendono un monumento emblematico del patrimonio occitano.

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