Sedile di Bazas di Wisigoths 414 (≈ 414)
Menzione delle pareti di Paulin de Pella.
XIIIe siècle
Costruzione di un recinto medievale
Costruzione di un recinto medievale XIIIe siècle (≈ 1350)
Adatta a sperone roccioso triangolare.
XVIIe siècle
Fine del ruolo difensivo
Fine del ruolo difensivo XVIIe siècle (≈ 1750)
Rimedi conservati come supporto.
25 mai 1994
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 25 mai 1994 (≈ 1994)
Protezione dei restanti resti.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
4° piano della casa: dalla torre est della porta del Gisquet (cad. 428, parte della porta del Gisquet, 388, sise 30 rue de Pontac, 635 e 634, sises rue de Pontac, 384, sise 31 rue Bragous, 385, sise 35 rue Bragous, 21, sise 15 cours du Maréchal-Joffre, 613, sise 13 rue Pallas, 7, sise 15
Dati chiave
Paulin de Pella - Poeta romano
Testimonianza del sedile 414.
Origine e storia
La custodia Bazas è una raccolta di vestigia di fortificazioni urbane situate nel dipartimento di Gironde, nel comune di Bazas. Queste vestigia, sparse intorno al centro della città, includono la Porta Gisquet, il Brèche Poterno, così come le pareti di sostegno della cattedrale e il giardino pubblico. Il recinto, costruito nel XIII secolo, sposò il contorno di uno sperone roccioso triangolare, ma in gran parte scomparso dal XVIII secolo.
La città fortificata di Bazas è attestata dall'inizio del V secolo, come testimonia il poeta romano Paulin de Pella, che descrive l'assedio di Bazas da parte dei Wisigoti nel 414, menzionando esplicitamente le mura della città. I restanti bastioni, pur perdendo il loro ruolo difensivo dopo il XVII secolo, continuano a svolgere un ruolo di supporto. I principali elementi conservati, come la Porta Gisquet e la Breche Poterno, sono stati elencati come monumenti storici nel 1994.
Nel XIII secolo, un recinto medievale sostituì o completò la parete del Basso Impero, adattata alla topografia triangolare dello sperone roccioso. A ovest, venne aggiunta una parete diritta per tagliare il bivio con l'altopiano adiacente. I resti delle pareti gallo-romane sono stati trovati anche nelle cantine lungo il percorso settentrionale del recinto, confermando le fortificazioni di lunga data.
Il presente, anche se frammentario, rimane offrire una testimonianza delle varie fasi di costruzione, che vanno dal Basso Impero alle modifiche del XIX secolo. La loro registrazione nel 1994 conservava questi elementi, ora divisi tra proprietà comuni e private. L'involucro illustra così l'evoluzione delle tecniche difensive e dell'adattamento urbano nel corso dei secoli.
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