Prima occupazione olandese vers 80 000 av. J.-C. (≈ 100 av. J.-C.)
Tracce Musterian nella St. Martin's Hall.
1884
Scoperta di oggetti preistorici
Scoperta di oggetti preistorici 1884 (≈ 1884)
Trouvailles di Hourcastagné e Lacau-Barragué (guano).
1912
Apertura turistica
Apertura turistica 1912 (≈ 1912)
Creazione dell'ingresso sul lato Saint-Martin-d'Arberoue.
1929
Discovery of Oxocelhaya
Discovery of Oxocelhaya 1929 (≈ 1929)
Da J.-P. Etchegaray, Miller e archeologo.
1er octobre 1953
Monumento storico
Monumento storico 1er octobre 1953 (≈ 1953)
Protezione delle grotte di Isturit e Oxocelhaya.
15 août 1973
Esplorazione di Erberua
Esplorazione di Erberua 15 août 1973 (≈ 1973)
Crossing del sifone di Larribau e Barroumès.
2020
La scoperta genetica
La scoperta genetica 2020 (≈ 2020)
Genoma legato a Sungir (Russia) datato 30.000 anni.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Isturit Cave e parte della grotta di Oxocelhaya appartenente al sig. Darricau: classificazione per ordine del 1 ottobre 1953 - Parti delle grotte su trame C 118, 119, 123 a 125, 127, 128 a Isturits e A 157 a 159 a Saint-Martin-d'Arberoue: iscrizione per ordine del 23 agosto 1996
Dati chiave
Édouard Piette - Preistoria
Alertato nel 1895 dalle prime scoperte.
René de Saint-Périer - Archeologo
Ricerche dal 1928 al 1954 con sua moglie.
José Miguel de Barandiarán - Etnografo e archeologo
Alla scoperta delle opere parigine di Oxocelhaya (1950).
Georges Laplace - Preistoria
Ricerca e analisi di resti di orso (1955-1956).
Christian Normand - Archeologo
Ultime Ricerche (2000-2010) in Saint-Martin Hall.
Jean-Daniel Larribau - Speleologo
Esploratore della grotta di Erberua (1973).
Origine e storia
Le grotte di Isturits, Oxocelhaya e Erberua, situate sulla collina di Gaztelu nella valle dell'Arberua (Pyrénées-Atlantiques), costituiscono un eccezionale complesso naturale frequentato per circa 80.000 anni. Queste cavità, scavate dal fiume Arberue, ospitavano occupazioni umane successive, prima dai Neandertaliani (Moustarian, circa -80 000 anni), poi da Homo sapiens dal Protoaurignacian (circa -45 000 anni). Il sito è particolarmente famoso per i suoi resti del Paleolitico Superiore, tra cui strumenti, opere d'arte di mobili (fluti, harpooni, figurine) e rappresentazioni parietiche come il pilastro inciso di Isturitz, datato dal Magdaleniano medio (circa -17.000 anni).
La Grotta Isturit, la più alta delle tre, si distingue per la sua vasta galleria di 120 × 50 m, divisa in spazi come la Sala San Martino e la Grande Salle. Ha consegnato una stratigrafia completa che copre 70.000 anni di storia, con tracce di occupazione continua fino al neolitico. Gli scavi, effettuati da figure come Édouard Piette o René de Saint-Périer alla fine del XIX secolo, rivelarono più di 33.000 oggetti litici, 7800 utensili ossei e centinaia di opere d'arte. La grotta di Oxocelhaya, scoperta nel 1929, e quella di Erberua, esplorata nel 1973, completa tutto questo con le loro concrezioni, dipinti parietali e terreni archeologici intatti.
Il sito ha svolto un ruolo chiave negli scambi culturali e biologici durante il Paleolitico superiore, come testimonia la scoperta nel 2020 di un genoma femminile di 30.000 anni legato al sito Sungir russo. Questa discesa senza precedenti nell'Europa occidentale rafforza l'ipotesi di un bivio tra l'Europa continentale e la penisola iberica. Le grotte, classificate come monumenti storici nel 1953 (estese nel 1996 a tutta la collina di Gaztelu), ospitano anche resti medievali e gallo-romani, evidenziando il loro continuo utilizzo durante i millenni.
L'arte parietale, anche se parzialmente accessibile (come il pilastro inciso di Isturits che rappresenta gli animali in bassorilievo), e l'arte del mobile (frecce ossee tra le più antiche d'Europa) illustrano la ricchezza culturale del sito. Le collezioni degli scavi, distribuite tra il Musée d'archéologie nationale de Saint-Germain-en-Laye e il centro archeologico di Hasparren, documentano varie occupazioni, dal Moustarian al Medioevo. Il sito, membro di ANECAT e ISCA, rimane una grande testimonianza della preistoria pirena.
Le scoperte archeologiche sono state segnate da figure come José Miguel de Barandiarán, che ha identificato opere parietiche negli anni '50, o Christian Normand, i cui scavi (2000-2010) nella Sala Saint-Martin ha affinato la cronologia delle occupazioni. La Grotta di Erberua, protetta da sifoni naturali, ha rivelato nel 1975 dipinti e incisioni della Maddalena, così come resti intatti di attività artistiche. Il sito, aperto al turismo dal 1912, unisce la conservazione scientifica e la valutazione del patrimonio, pur rimanendo un luogo attivo per la ricerca sulle migrazioni preistoriche e pratiche simboliche.
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