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Tavolo Merchant di Locmariaquer dans le Morbihan

Patrimoine classé
Patrimoine Celtique
Dolmens
Morbihan

Tavolo Merchant di Locmariaquer

    Le Bourg
    56740 Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
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Table des Marchand de Locmariaquer
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Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Table des Marchand de Locmariaquer
Crédit photo : Kamel15 - Sous licence Creative Commons

Timeline

Néolithique
Âge du Bronze
Âge du Fer
Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
4000 av. J.-C.
3900 av. J.-C.
0
1700
1800
1900
2000
4000-3900 av. J.-C.
Costruzione di dolmen
1753-1755
Prima rappresentazione conosciuta
1811
Maudet de Penhouët
1883
Primi restauri
1889
Monumento storico
1937-1938
Restauro controverso di Le Rouzic
1987
Ricerca moderna (Le Roux, L-Helgouac-h)
1991
Nuovo restauro
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Le dolmen (causa G 776-778) : classificazione per elenco 1889

Dati chiave

Maudet de Penhouët - Storia e Explorer I primi scavi nel 1811
Chevalier de Fréminville - Archeologo ottocentesco Descrive il dolmen nel 1827
Prosper Mérimée - Scrittore e ispettore dei monumenti Popolarità del nome *Tavole des Marchands* nel 1834
Zacharie Le Rouzic - Archeologo e restauratore Restauro controverso nel 1937-1938
Charles-Tanguy Le Roux - Archeologo moderno Conduce gli scavi del 1987
Jean L’Helgouac’h - Specialista Archeologo Tabella degli studi commerciali (1987)

Origine e storia

La Table des Marchands è un dolmen situato sul sito megalitico di Locmariaquer, Morbihan. Ranked un monumento storico nel 1889, fa parte di un ensemble tra cui il grande menhir rotto di Er Grah e il tumulo di Er Grah. Il suo nome attuale, divulgato nel XIX secolo, sostituisce le precedenti appellazioni come Dolmarchand o César's Table, riflettendo le interpretazioni fantasiose relative alla celtomania del tempo. I primi documenti scritti risalgono al 1753-1755 nel libro del presidente Robien, mentre le esplorazioni archeologiche iniziarono nel 1811 sotto Maudet de Penhouët.

Il monumento, costruito tra il 4000 e il 3900 a.C., è un dolmen di corridoio lungo 10 metri, originariamente incentrato in un cairn di 20 metri. La sua lastra di copertura, misura 5,72 metri, poggia su tre pilastri, e diversi orthostats portano incisioni simboliche (croci, assi, motivi antropomorfi). La lastra del comodino, in rara arenaria, preesistente nei dolmen e avrebbe servito come stele ornato prima del suo riuso. Gli scavi di successo (1811, 1883, 1905, 1987) rivelarono oggetti (haches, ceramica, filo d'oro) e tracce di antichi saccheggi.

I controversi restauri, in particolare quello di Zacharie Le Rouzic nel 1937-1938, cambiarono la sua apparizione ristabilindo un cairn protettivo, scatenando il dibattito sull'etica degli interventi. Le incisioni, interpretate come simboli di potere o rappresentazioni cosmogoniche (madre dea, arcobaleno), sottolineano l'importanza rituale del sito. Oggi, i dolmen, aperti alla visita, testimoniano le pratiche funerarie collettive e l'arte megalitica di Breton.

I materiali utilizzati, come l'ortogneiss di Roguedas o arenaria nei sabali, provengono da siti remoti (fino a 10 km), rivelando una complessa organizzazione di trasporto e costruzione. Gli orthostat del corridoio, in granito locale e orthognesis, includono frammenti dei grandi menhir rotti di Er-Grah, dimostrando un riciclaggio di megaliti. Gli scavi del 1987 (Le Roux, L-Helgouac-h) hanno permesso di datare il monumento con precisione e di comprendere la sua evoluzione architettonica, compresa l'estensione del cairn a 30 metri di diametro.

Le interpretazioni delle incisioni variano: la dea Madre con capelli radianti (Le Roux) o un simbolo fallico (Cassen) per la lastra del comodino; Un arcobaleno e una barca per il suo volto esterno. L'orthostate n°3 ha motivi serpentiformi e ramiformi, mentre gli orthostat n°16 e 17 hanno cupole, suggerendo simmetria intenzionale. La parola successiva incisa GAZELLE evoca un'iscrizione marinara del XIX secolo.

I dibattiti sui restauri, come quello del 1991 che mette in discussione il lavoro di Le Rouzic, illustrano le sfide di conservazione dei megaliti. Il sito, combinato con un vicino teatro gallo-romano, suggerisce un riutilizzo dei luoghi durante tutto il tempo. Oggi, la Table des Marchands rimane un emblema del patrimonio neolitico di Breton, attirando ricercatori e visitatori per i suoi enigmi architettonici e simbolici.

Collegamenti esterni