Costruzione del tempio romano milieu du Ier siècle (≈ 150)
Sostituisce un luogo di culto celtico.
début du Ve siècle
Abbandonamento del tempio
Abbandonamento del tempio début du Ve siècle (≈ 504)
Collegato alla cristianizzazione.
1873–1874
I primi scavi archeologici
I primi scavi archeologici 1873–1874 (≈ 1874)
Scoperta di monete e ex-voto.
1996–1999
Ricerca moderna
Ricerca moderna 1996–1999 (≈ 1998)
Oltre mille monete romane riesumate.
14 septembre 2007
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 14 septembre 2007 (≈ 2007)
Protezione totale del sito.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il Tempio Gallo-Romano nella sua interezza (Box D 15): iscrizione per decreto del 14 settembre 2007
Dati chiave
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Il testo sorgente non menziona alcun attore storico di nome.
Origine e storia
Il tempio gallo-romano della Foresta di Halatte è un santuario votivo eretto a metà del primo secolo su un antico luogo di culto celtico. Quest'ultimo ospitava un megalito di arenaria e una costruzione in legno circondata da palissadi, segnato da un deposito di fondazione costituito da una testa di taglio, un contenitore e monete celtiche obsolete. Il tempio romano, dedicato alla guarigione, era un luogo di intensa devozione fino al suo abbandono all'inizio del V secolo, con la cristianizzazione. I resti, ridotti a fondazioni da 0,5 a 1 metro di altezza, testimoniano nella sua misura originale. Il sito, usato come cava dopo il suo declino, era coperto dalla foresta prima di essere riscoperto.
Gli scavi archeologici, condotti tra il 1873 e il 1974 e il 1996-1999, rivelarono oltre 1.000 monete romane (da Tiberio a Graziano), 42 monete gautiche, oltre ad ex-voto, fibuli, anelli e ossa di animali. Questi oggetti, esposti al Museo d'Arte e Archeologia di Senlis, confermano le offerte regolari di una fervente popolazione gallo-romana. Il tempio, una tipica configurazione dei santuari occidentali, combina elementi celtici (il deposito rituale) e romani (architettura di pietra). La sua registrazione per monumenti storici nel 2007 protegge l'intero sito, oggi in libero accesso.
L'origine celtica del luogo è attestata dal deposito di fondazione, una pratica comune per sacralizzare uno spazio prima della romanizzazione. Il tempio romano, costruito in pietra, sostituì le strutture in legno originali, simboleggiando l'acculturazione gallo-romana. Le monete scoperte, che coprono quattro secoli (dal primo al quinto), illustrano la longevità del culto. Gli ex-voto, spesso legati alle richieste di guarigione, suggeriscono una grande funzione terapeutica. Il declino del sito coincide con l'ascesa del cristianesimo, che rende obsolete le pratiche pagane. I resti, anche se parziali, offrono una rara testimonianza di sincretismi religiosi in Gallia romana.
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