Periodo di costruzione Néolithique (≈ 4100 av. J.-C.)
Erezione stimata di menhirs.
1940
Inventario di Charles Morel
Inventario di Charles Morel 1940 (≈ 1940)
Menzione di quattro menhir originali.
5 juin 1941
Registrazione per monumenti storici
Registrazione per monumenti storici 5 juin 1941 (≈ 1941)
Protezione ufficiale dei tre menhir.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
I tre menhir: iscrizione per decreto del 5 giugno 1941
Dati chiave
Charles Morel - Archeologo e inventore
Documentato menhirs nel 1940.
Origine e storia
Menhirs de la Can d'Issanges forma un complesso megalitico situato a Bédouès, nel dipartimento di Lozère, nella regione Occitanie. Questo gruppo, composto oggi da tre menhir di granito, risale al periodo neolitico. In origine, secondo l'inventario del 1940 di Charles Morel, quattro menhirs alti circa 3 metri erano presenti sul sito. Questi monumenti riflettono le pratiche culturali e religiose delle società preistoriche locali, anche se la loro esatta funzione rimane dibattuta dagli archeologi.
Il sito fu ufficialmente riconosciuto e protetto da un ordine del 5 giugno 1941, che elencava i restanti tre menhir come monumenti storici. Questa protezione riflette l'importanza del patrimonio di queste vestigia, rappresentante del megalitismo a Lozère. Menhirs de la Can d'Issanges fa parte di una più ampia rete di siti megalitici regionali, illustrando l'occupazione umana e le credenze delle comunità neolitiche nella Francia meridionale. La loro conservazione ci permette di studiare le tecniche di dimensione ed erezione dei megaliti, così come il loro ruolo nel paesaggio preistorico.
I dati disponibili da fonti come Wikipedia e Monumentum evidenziano la posizione approssimativa del sito vicino a Bédouès, con un codice Insee (48050) che conferma il suo ancoraggio nella Lozère. Anche se mancano informazioni sul loro uso preciso o contesto rituale, questi menhirs rimangono un segno tangibile della storia antica della regione, attirando l'attenzione di ricercatori e appassionati di patrimonio.