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Jura

Viadotto

    6 Rue Voltaire
    39400 Hauts de Bienne
Proprietà di un istituto pubblico
Viaduc
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Crédit photo : FrancoisFC - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1900
Inaugurazione della sezione Champagnole-Morez
4 juin 1903
Approvazione del progetto PLM
1908-1911
Costruzione del viadotto Morez
1912
Inaugurazione Morez-Saint-Claude
28 décembre 1984
Registrazione Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Viaduc (causa AB 18, 30; AC 17): entrata per ordine del 28 dicembre 1984

Dati chiave

Paul Séjourné - Ingegnere capo PLM Produttore di viadotto e innovatore tecnico.
Alphonse Trunel - Impresa di costruzione Direttore delle Opere (1908-1911).
Ingénieur Moron - Bridge and Chaussées Engineer Co-concettore dei primi cinque viadotti.
Ingénieur Moris - Ingegnere capo PLM Collaboratore sui viadotti iniziali.

Origine e storia

Il viadotto di Morez, situato nel comune di Hauts de Biel (ex Morez) in Borgogna-Franche-Comté, fa parte di una serie di sei viadotti e tre tunnel costruiti per collegare le stazioni di Morbier e Morez, distanti da 1.500 m in volo d'oiseau ma separati da un'altezza di 125 m. Questo ambizioso progetto, realizzato all'inizio del XX secolo, mirava a creare un collegamento ferroviario adattato ai vincoli topografici del massiccio del Giura, con una pendenza massima del 3%. Il viadotto di Morez, in particolare, abbraccia la valle dell'Evalude a 40 m di altezza e si distingue per i suoi nove archi di 20 m aperti, progettati nelle macerie calcaree locali e Villebois (Ain) pietre di dimensioni.

Inaugurato nel 1912 nell'ambito della sezione Morez-Saint-Claude, questo viadotto è opera dell'ingegnere Paul Séjourné, importante figura dei ponti e delle carrozze del PLM (Paris-Lyon-Mediterranean). La sua costruzione, dal 1909 al 1911, ha usato una tecnica innovativa di rulli vuoti successivi per sezione per limitare i costi e i disordini strutturali. Soggiornò anche volte elegative nei timpani, anche se criticava l'estetica a posteriori. Il viadotto, registrato con i Monumenti Storici nel 1984, simboleggia l'audacia tecnica delle infrastrutture ferroviarie di montagna all'inizio del XX secolo.

Il contesto ferroviario del tempo era segnato dal desiderio di aprire le zone montagnose della Giura, dove l'industria orologiera e la metallurgia locale (come in Morez) richiedevano collegamenti efficienti. I sei viadotti e tre tunnel sulla linea, tra cui le Crotte su una scogliera, illustrano questo adattamento ai ripidi rilievi. La stazione di Morez, situata a 736 m sul livello del mare, divenne un nodo strategico tra le valli, nonostante le sfide poste dalla geografia. Il viadotto Morez, con le sue ringhiere in ghisa e le batterie in cemento armato, rimane una testimonianza emblematica di questa epoca di innovazione ferroviaria.

I materiali utilizzati, come le macerie calcaree locali e Villebois, o le rotaie integrate nelle fondamenta, riflettono una logica di economia e sostenibilità. Il viadotto, lungo 238 m e largo 4,68 m, si inserisce in una curva del raggio di 250 m con pendenza in discesa di 4 mm/m, caratteristiche tecniche adattate ai vincoli di linea. La sua iscrizione nel titolo di Monumenti Storici nel 1984 evidenzia il suo valore di patrimonio, sia per la sua architettura che per il suo ruolo nella storia del trasporto giurasiano.

Il complesso ferroviario, compresi i viadotti di Morbier, Crottes, Romand, Évalude e la Sorgente, così come i tunnel di Crottes, Frasses e Pasture, forma un sistema coerente progettato dagli ingegneri Moron (Ponts and Chaussées) e Moris (PLM). Questi lavori, che sono stati messi in funzione tra il 1900 e il 1912, hanno ridotto i tempi di viaggio e ha aumentato l'economia locale, integrandosi nel paesaggio di Jura. Oggi sono un notevole patrimonio industriale e tecnico, testimone dell'ingegno dei costruttori del tempo.

Collegamenti esterni