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Viaduct de Caroual à Erquy en Côtes-d'Armor

Côtes-dArmor

Viaduct de Caroual

    22430 Route de Pléneuf
    22430 Erquy
Viaduc de Caroual
Viaduc de Caroual
Viaduc de Caroual
Crédit photo : SamFa - Sous licence Creative Commons

Timeline

XIXe siècle
Époque contemporaine
1900
2000
1914-1916
Costruzione di viadotti
1922
Commissione
1948
Chiusura della linea
3 mars 2014
Classificazione monumento storico
17 novembre 2014
Divieto di movimento
2016
Progetto di restauro
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il viadotto nella sua interezza (non cadastre, pubblico dominio): registrazione per ordine del 3 marzo 2014

Dati chiave

Louis Harel de La Noë - Ingegnere capo Produttore del viadotto.

Origine e storia

Il viadotto Caroual, situato a Erquy nella Côtes d'Armor, è una struttura ferroviaria costruita tra il 1914 e il 1916 sotto la direzione dell'ingegnere Louis Harel de La Noë. Con una lunghezza di 109,25 metri e un'altezza di 17,50 metri, si compone di sette campate, tra cui un arco centrale di 45 metri di cemento armato, incorniciato da archi in muratura e cemento. Questo viadotto illustra le tecniche innovative di Harel de La Noë, combinando standardizzazione, prefabbricazione in loco e utilizzo di cemento armato, caratteristica delle principali opere della rete ferroviaria locale.

Inaugurato nel 1922 dopo il lavoro per rafforzare il grembiule (addizione di spars e ostacoli), il viadotto servì sulla linea Yffiniac-Matignon fino alla sua chiusura nel 1948. Ha classificato un monumento storico nel 2014, è stato poi vietato dalla circolazione nel 2014 a causa del deterioramento dei suoi grembiuli e guardrails. Un progetto di restauro, stimato a €1,25 milioni, è stato previsto dal Comune di Erquy per il 2019-2020, al fine di preservare questo patrimonio emblematico delle ferrovie di Breton.

Il viadotto incarna il patrimonio industriale delle Côtes d'Armor e il know-how di Harel de La Noë, pioniere del cemento armato in Francia. La sua architettura, caratterizzata da archi incrociati di Sant'Andrea e materiali locali (pietre, puddingue), lo rende una testimonianza unica dell'ingegneria ferroviaria dei primi del Novecento. Oggi rimane un simbolo del patrimonio tecnico di Breton, nonostante le sfide della sua conservazione.

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