Maximien Hercule - Imperatore romano (III-IV secolo)
Assunzione di un proprietario imperiale
Jean-Charles Balty - Storia dell'arte (2009)
Tesi sulla villa imperiale
Elisabetta Neri - Archeologo (dal 2020)
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Origine e storia
La villa romana di Chiragan, situata a Martres-Tolosane (Haute-Garonne, Occitanie), è uno dei più notevoli siti gallo-romani in Francia. Occupato dal I al IV secolo, si distingue per la sua architettura monumentale e la decorazione intagliata, compresi i busti degli imperatori e i rilievi mitologici. Gli scavi, iniziati nel XVII secolo e sistematizzati nel XIX secolo da Alexandre Du Mège, rivelarono centinaia di statue ed elementi architettonici, oggi esposti al Musée Saint-Raymond di Tolosa.
Il sito, inizialmente modesto sotto Auguste, ha sperimentato tre fasi di espansione, raggiungendo una superficie di 16 ettari sotto gli Antonins. La sua distruzione nel V secolo, attribuita alle invasioni barbariche, fu seguita da secoli di saccheggio come una cava di materiali. I resti, sepolti sotto i terreni agricoli, sono stati parzialmente protetti nel 1998. Le scoperte includono una galleria di imperatori, rilievi delle Opere Ercole (solo nel mondo), e copie di opere greche, testimoniando il prestigio dei suoi proprietari, forse procuratori imperiali o Ercole Massimiane.
Gli scavi del XIX secolo, guidati da Du Mège poi da Léon Joulin, rivelarono una lussuosa pars urbana (termale, porticato, cortile) e una rustica pars agricola e artigianale (1 000 ha sfruttato, 400 abitanti). I marmi, locali (Saint-Béat) o importati (Carrare), fanno ancora domande sulla loro policromia, studiata dal 2020. Il Museo di Martres-Tolosane, installato in una dungeon medievale, espone copie di opere originali, mentre gli originali, spesso mutilati, sollevano dibattiti sulla loro deliberata o accidentale distruzione.
L'identità dei proprietari rimane enigmatica. Un'iscrizione menziona Caius Aconius Taurus (II secolo), suggerendo una villa Aconiana, ma le ipotesi evocano anche un palazzo imperiale legato a Maximien Ercole. Le sculture, tra cui i busti di Septime Sévère o Marc Aurèle, riflettono una cultura elitaria, mentre i rilievi di Ercole, risalenti al III secolo, illustrano il sincretismo religioso. Il sito, classificato come Monumento Storico nel 1998, rimane una pietra miliare importante per comprendere l'aristocrazia gallo-romana e la sua arte.
Le questioni attuali includono l'attribuzione di alcune sculture (alcune possono essere estranee al sito), l'origine dei marmi, e la funzione esatta della villa: proprietà agricola, residenza imperiale, o luogo di raccolta. Recenti studi, come il progetto POLYCHROMA, analizzano tracce di pigmenti sui marmi, mentre le indagini geofisiche (2000-2003) confermano il piano stabilito da Joulin nel 1901, nonostante l'assenza di resti visibili oggi.
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