Origine e storia
Il Forges des Salles, fondato nel 1623 da Henri II de Rohan sui comuni di Sainte-Brigitte (Morbihan) e Perret (Côtes-d'Armor), è un raro esempio di un villaggio d'acciaio di Breton. Questo sito industriale, attivo fino al 1877, era specializzato nella produzione di ghisa e legno, sfruttando le risorse locali: minerale di ferro proveniente dalle montagne nere, carbone dalla foresta di Quenecan, e l'energia idraulica da stagni artificiali. La sua organizzazione rifletteva una comunità autarcizzata, con l'abitazione dei lavoratori, i laboratori, la scuola e la cappella, tutti strutturati intorno agli altiforni e le esigenze di produzione.
L'origine dei forgi risale al desiderio di Enrico II di Rohan, leader dei protestanti bretoni, di razionalizzare lo sfruttamento anarchico del minerale da parte dei contadini locali. Ha fatto appello a Geoffroy de Finement, maestro delle forche di Liegeese, per costruire i primi forni di soffiaggio idraulici tra il 1621 e il 1623. Il sito è stato scelto strategicamente per la sua prossimità ai depositi di minerale, le foreste che forniscono carbone, e il fiume che opera le ruote con lame. Nel corso dei secoli, i forgi fornivano gli arsenali di Brest e Lorient, mentre soddisfavano le esigenze agricole, diventando un simbolo dell'industrializzazione precoce di Breton.
Il XIX secolo segnava sia il culmine che il declino delle Forges des Salles. Nel 1802, Louis Henri de Janzé acquistò il sito e in parte modernizzò le installazioni, come la costruzione del "nuovo forge" nel 1815 o un nuovo altoforno nel 1844. Tuttavia, nonostante una produzione annuale di 500 tonnellate di acciaio nel 1850, il sito non era in grado di competere con il minerale di ferro o forgia inglese, utilizzando coke e beneficiando delle ferrovie. L'esaurimento delle risorse forestali, la povertà del minerale locale (30% di ferro), e il trattato franco-britannico del 1860, che ha ridotto i prezzi, ha precipitato la chiusura finale dell'altoforno il 1o luglio 1877. La mancanza di una efficace conversione industriale ha condannato il villaggio ad una notevole "fossilizzazione", preservando così un patrimonio unico.
Nel XX secolo, il sito è stato conservato dalla famiglia del Pontavice, discendente del Janzé, che ha iniziato il suo restauro dal 1990 tramite l'Associazione degli Amici dei Forgi delle Sale. Monumento storico nel 1981 e 1993, il villaggio d'acciaio è stato aperto al pubblico nel 1992, attirando da 10.000 a 15.000 visitatori annuali. I lavori di restauro, finanziati da visite e sovvenzioni, hanno permesso di salvaguardare gli edifici emblematici: la fila delle case dei fabbri, delle sale di carbone, della scuola, della cappella e dell'altoforno. Nel 2020, i Forges hanno integrato il "Pays des Rohan", un'etichetta Country of Art and History, evidenziando il loro ruolo nel patrimonio industriale e sociale della Bretagna.
L'architettura delle Forges des Salles illustra un'organizzazione sociale e tecnica tipica dell'Ancien Régime. Il villaggio, diviso su due livelli, separava gli spazi di lavoro (officina, altoforno) e gli spazi abitativi (housing, scuola, mensa), collegati da canali e piani inclinati. Le case dei lavoratori, allineate in un "row" di dodici case identiche in schist, riflettevano una rigida gerarchia: i fabbri "interni" godevano di giardini e diritti di pascolo, mentre i clerks e il padrone di forges occupavano case più spaziose, come la casa del direttore con il suo giardino terrazzato, il Tabor. Questa disposizione, incentrata intorno all'altoforno, simboleggiava sia l'efficienza industriale che il paternalismo dei forgi maestri, che forniva alloggi, istruzione e cura per i loro lavoratori.
I commerci e le risorse delle Forges des Salles erano un ecosistema complesso. Il carbone, prodotto dai minatori di carbone nella foresta di Quenecan, è stato immagazzinato in sale prima di alimentare gli altiforni, mentre il minerale di ferro, estratto entro un raggio di 20 km, è stato lavato e trasportato da sactors. L'acqua, che era essenziale per operare le lame e lavare il minerale, è stata gestita attraverso una rete di quattro stagni e un bib di 4 km. Tra i mestieri, i carpentieri, i soffiatori, i marketer e gli stampatori hanno svolto un ruolo chiave nella produzione e manutenzione delle macchine. La mensa, luogo di socialità, servì anche come negozio di alimentari e locanda, mentre la scuola, gestita dalle Figlie dello Spirito Santo dal 1833 in poi, rifletteva le tensioni tra produttività e obblighi sociali.
Oggi, il Forges des Salles incarna un eccezionale patrimonio industriale e sociale, dove innovazione tecnica, organizzazione comunitaria e declino economico si fondono. La loro conservazione quasi intatta offre una testimonianza unica delle città operaie di Breton, segnate dal paternalismo dei maestri del forge e dall'adattamento ai vincoli naturali. Il sito, ora dedicato al turismo, offre visite, alloggi in vecchie case operaie e mostre sulla metallurgia tradizionale. La sua integrazione nel Paese Rohan e la sua etichetta Country of Art and History lo rendono un luogo emblematico per comprendere l'impatto dell'industria sulle aree rurali della Bretagna, ben oltre la sua immagine agricola tradizionale.
Annunci
Si prega di accedere per inviare una recensione