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Chiesa di Santa Maria dei Santi à Saintes en Charente-Maritime

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Art roman saintongeais
Charente-Maritime

Chiesa di Santa Maria dei Santi

    1-4 Place de l'Abbaye
    17100 Saintes

Timeline

Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1000
1100
1200
1300
1400
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1047
Fondazione dell'Abbazia
XIIe siècle
Ricostruzione della chiesa
1320
Protezione reale
1568
Fuga di Huguenot
1650-1660
Ricostruzione classica
1792
Chiusura rivoluzionaria
1924
Acquisto in città
1970-1980
Rinascimento culturale
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Dati chiave

Geoffroy Martel - Conte di Anjou e fondatore Iniziatore dell'Abbazia nel 1047.
Agnès de Bourgogne - Contessa di Anjou e cofondatore Moglie di Geoffroy Martel, coinvolta nella fondazione.
Aliénor d’Aquitaine - Duchessa e patroni Finanzia la ricostruzione della chiesa nel XII secolo.
Agnès de Barbezieux - Abbazia (1137-1174) Parente di Alienor, supervisiona l'opera della chiesa.
Agnès de Rochechouart - Abbazia (1311-1333) Mettere l'abbazia sotto protezione francese nel 1320.
Françoise de La Rochefoucauld - Abbazia (1559-1606) Salva l'Abbazia di Huguenot nel 1568.
Françoise de Foix - Abbazia (1606-1666) Ricostruire gli edifici del convento nel XVII secolo.
Marie-Madeleine de Beaudéan de Parabère - Ultima abbazia (1754-1792) Omicidio durante la chiusura rivoluzionaria.

Origine e storia

L'abbazia aux Dames, fondata nel 1047 da Geoffroy Martel, conte di Anjou, e sua moglie Agnese di Borgogna, è un monastero femminile benedettino fondato vicino alla basilica funebre del vescovo Pavlais, sulla riva destra della Charente. Posizionato sotto la protezione del papa, divenne una delle abbazie più influenti del Sud-Ovest grazie a doni reali e privilegi come quello di battere soldi. Il suo picco nel XII secolo coincide con il patrocinio di Alienor d'Aquitaine, parente delle Abbes Agness de Barbezieux, che finanzia la ricostruzione della chiesa dell'abbazia.

La chiesa di Sainte-Marie, capolavoro del romanzo di Saintongeese, si distingue per la sua facciata intagliata e il suo campanile "pippola" ispirato ad antichi monumenti. La navata, inizialmente tre navi, fu trasformata in una singola nave coperta di cupole nel XII secolo. Le guerre di religione (1568) e due incendi (1608, 1648) danneggiarono gravemente il monastero, ma la badessa Françoise de Foix intraprese una grande ricostruzione nel XVII secolo, dando agli edifici del convento la loro attuale apparenza classica.

La Rivoluzione francese terminò la vita monastica nel 1792: l'abbazia divenne una prigione, poi una caserma sotto Napoleone I. Riacquistata dalla città nel 1924, la chiesa fu restaurata e restaurata per adorare nel 1939. Classificato monumento storico dal 1846, è oggi il cuore della "città musicale" dei Santi, ospitando il Festival dei Santi e un centro culturale. Gli scavi del 1986 rivelarono i resti del chiostro medievale, mentre gli edifici del convento ospitavano ora una scuola di musica e spazi dedicati alla creazione artistica.

Tra le 30 abbazie che si successero tra il 1047 e il 1792, diversi segnarono la storia del luogo, come Agnes de Rochechouart, che pose l'abbazia sotto protezione francese nel 1320 nonostante le richieste inglesi, o Françoise de La Rochefoucauld, che salvava parte degli edifici durante le guerre di religione. L'ultima badessa, Marie-Madeleine de Beaudéan de Parabère, morì nel 1792 quando il monastero chiuse. L'abbazia, simbolo del potere spirituale e temporale delle nobili donne, illustra anche le tensioni politiche tra Francia e Inghilterra in Aquitania.

Il sito, che è stato elencato come monumento storico nel 1948, combina il patrimonio architettonico e la divulgazione culturale. La facciata occidentale, anche se mutilata, conserva notevoli sculture (vecchi della Rivelazione, angeli, simboli degli evangelisti), mentre il campanile, senza campane fin dalla Rivoluzione, rimane emblema della città. Gli edifici del convento, restaurati negli anni '80, ospitano ora residenze e sale da concerto, perpetuando la vocazione educativa e artistica dell'abbazia.

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