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Chiesa di San Martino de La Tour dans les Alpes-Maritimes

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Eglise gothique
Alpes-Maritimes

Chiesa di San Martino de La Tour

    Vierge de la Tour
    06710 La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Église Saint-Martin de La Tour
Crédit photo : MOSSOT - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1200
1300
1400
1500
1600
1900
2000
XIIe siècle
Origine sospetta
1351
Prima citazione scritta
1480–1530
Periodo di costruzione principale
1908
Parte dell'altare di San Martino
25 mai 1943
Classificazione monumento storico
1989
Ranking di rosario retable
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

La chiesa: per ordine del 25 maggio 1943

Dati chiave

Guillaume Planeta - Pittore barocco Autore della pala d'altare *Worship of Shepherds* (1665)
Barthélémy Puppo - Pittore maschile Autore della pala d'altare *Adorazione del Bambino Gesù* (1662)
Bartolome - Anonimo pittore Autore della pala d'altare *Ames du Purgatoire* (1662)

Origine e storia

La chiesa Saint-Martin de La Tour, situata nel dipartimento delle Alpi Marittime (regione Provenza-Alpi-Costa Azzurra), è un edificio religioso le cui origini risalgono almeno al XII secolo secondo fonti, anche se la sua architettura gotica e i suoi elementi stilistici suggeriscono una costruzione o una ricostruzione importante tra il 1480 e il 1530. Il suo campanile quadrato, di stile romanico lombardo sormontato da una piramide quadrangolare, contrasta con la navata basilicale con tre navi arcuate d Le capitali cubice, ornate da foglie d'acqua e motivi antropomorfi, potrebbero indicare l'intervento di artigiani genovesi, ipotesi rafforzata dalla presenza di una croce incisa su uno dei bottoni scolpiti.

Ranked un monumento storico con decreto del 25 maggio 1943, la chiesa ospita notevoli mobili: bentiers del XI e XVI secolo, un altare di legno dorato del XVII secolo, e sette pale d'altare risalenti al XVI-XV secolo. Tra questi, la pala d'altare di San Martino (classificata nel 1908) domina il coro, che rappresenta il vescovo di Tour circondato dagli apostoli Pietro e Giovanni, mentre l'altare del Rosario (classificato nel 1989) e quello delle Anime del Purgatorio (1662) illustrano l'influenza barocca di Nizza. I dipinti di Guillaume Planeta (1665) e Barthélémy Puppo (1662) testimoniano gli scambi artistici tra la valle del Tinée e i laboratori di Mentone e genovese.

La storia dell'edificio rimane parzialmente oscura: citata per la prima volta nel 1351, la sua attribuzione nel XII secolo (fonte Monumentum) contraddice le analisi stilistiche che lo collocarono nei secoli XV-XII. Il suo piano basilicale, le sue volte sulla croce dogmatica, e i suoi colonnati richiamano quelli della Chiesa di Saint-Véran d'Utelle, suggerendo un lavoro comune di maestro. I voli Chandelier nel 2002 (fondati nel 2005) richiamano le vulnerabilità degli edifici rurali, nonostante la loro protezione del patrimonio.

Il contesto locale spiega la sua architettura ibrida: la Valle del Tinée, crocevia tra influenze provenzali, piemontesi e liguri, vede le sue chiese riflettere questa diversità. Le pale barocche, commissionate tra il XVII e il XVIII secolo, coincidono con la Controriforma e con l'affermazione del cattolicesimo nelle Alpi meridionali. I benitiers dell'XI secolo, prima dell'edificio attuale, potevano provenire da una cappella primitiva, mentre la processione dais del XVIII (classificata nel 1902) sottolinea il ruolo centrale della chiesa nei festival religiosi locali.

Mancano fonti scritte per specificare gli sponsor o le fasi di costruzione. Tuttavia, il confronto con la chiesa di Saint-Michel-de-Gast de Roquebillière (completo nel 1533) e i riferimenti allo stesso laboratorio genovese gettano luce sulle reti di maestri attivi nella regione. I motivi delle capitali, sobriamente decorati, e la volta con venature sottili tradiscono il desiderio di modernità gotica, preservando al contempo elementi romanici (clochers) ereditati dalle antiche tradizioni.

Collegamenti esterni