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Castello di Coulaine à Beaumont-en-Véron en Indre-et-Loire

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Indre-et-Loire

Castello di Coulaine

    4 Rue de Coulaine
    37420 Beaumont-en-Véron
Crédit photo : Grefeuille - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1800
1900
2000
vers 1470
Costruzione del palazzo
1470
Inizio della sericoltura
1859-1904
Restauro neogotico
1er quart XIXe siècle
Distruzione parziale dei comuni
1944
Monumento storico
1994-1997
Conversione al biologico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Château de Coulaine (cad. AM 742) : iscrizione per decreto del 28 aprile 1944

Dati chiave

Jehan de Garguesalle III - Grand squire di Francia e governatore di Chinon Comandante del castello intorno al 1470.
Antoine Rabelais - Padre di François Rabelais Un avvocato con Coulaine, ispirato a *Gargantua*.
François Rabelais - Scrittore umano Mentionne Coulaine nella guerra di Picrocholine.
Viollet-le-Duc - Architetto (influenza indiretta) Ispira i restauri neogotici del XIX secolo.
Henri Quirit de Coulaine - Proprietario nel XIX secolo Dirige le romantiche trasformazioni della tenuta.

Origine e storia

Il castello di Coulaine, costruito nel 3° trimestre del XV secolo da Jehan de Garguesalle III (grand squire di Francia e governatore di Chinon), sostituisce una fortezza medievale più antica. Questa fiammifero palazzo gotico, tipico della Touraine, si distinguono per le sue finestre, le torrette di corbelled e una torre di scala ottagonale decorata con sculture. L'influenza italiana si manifesta apre favorendo l'estetica alla difesa, pur mantenendo una marcata struttura medievale. Lo stemma dell'Ouirit, visibile sulla facciata, testimonia le alleanze familiari.

Nel XIX secolo, il castello subì importanti trasformazioni sotto l'impulso del gusto romantico per i parchi inglesi e neogotico. I comuni agricoli e il portico d'ingresso sono parzialmente demoliti per aprire una prospettiva verso Vienna, mentre Viollet-le-Duc ispira aggiunte scolpite (crochet, pinnacles). Un arancio neo-gotico e "cradles" (chlets, padiglione cinese) poi abbellire il parco. L'interno, completamente ridisegnato, perde le sue tracce medievali, nonostante un progetto aborto di decorazione nel 1904.

La tenuta Coulaine, azienda agricola e cantina fin dal Medioevo, illustra l'economia locale: policoltura, allevamento e soprattutto sericoltura (produzione di seta) imposta da Luigi XI nel 1470. Il "glassware" del XIX secolo (magnary) oggi inattivo richiama questa fiorente attività prima del suo declino a causa della malattia di verme di seta. La viticoltura, secondaria fino al XVIII secolo, divenne centrale dopo il 1960 con il ripianto di viti (in particolare Cabernet-Franc, citato da Rabelais) e la conversione all'agricoltura biologica negli anni '90.

La letteratura del sito è presa da François Rabelais, il cui padre (avocado) frequentava Coulaine, pone scene dalle guerre Picrocholine (1534). Il monaco Fratel Jean des Entomeurs evoca gli scherzi delle pagine del castello, ancorando il monumento nell'immaginario rinato. Gli archivi familiari, come un Harvest Journal del XVIII secolo, documentano una modesta produzione vinicola (3 ettari) di vini rossi e bianchi, venduti localmente prima che la fillossera decimasse i vigneti.

Archiviato un monumento storico nel 1944, Coulaine incarna la continuità di un patrimonio vivente: la tenuta, ancora di proprietà della famiglia Margueralle per alleanza, produce oggi 90.000 bottiglie/anno nel nome Chinon, su 18 ettari (di cui 10 sfruttati fin dall'inizio). La recinzione turpenay, acquisita nel XX secolo, perpetua una cantina attestata dal XIII secolo, legata all'abbazia locale.

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