Periodo di occupazione XXXVIIIe siècle av. J.-C. (≈ 3751 av. J.-C.)
Sito assegnato al Neolitico Medio.
1989
Alla scoperta del sito
Alla scoperta del sito 1989 (≈ 1989)
Dopo uno studio di impatto archeologico.
24 octobre 2011
Monumento storico
Monumento storico 24 octobre 2011 (≈ 2011)
Protezione totale del sito sommerso.
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Patrimonio
Il sito archeologico immerso nel lago al largo delle rive del comune di Saint-Jorioz, interamente (Box F, non cadastre) e situato intorno a un punto centrale X 898.719; Y 2100.077; Z 444.30 (- 2.39) coordinate Lambert II esteso, corrispondente ad una superficie di pile di 165 m. x 30 m., secondo il piano allegato al decreto: classificazione per ordine del 24 ottobre 2011
Dati chiave
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Il testo sorgente non parla di attori storici.
Origine e storia
Il sito archeologico Marais, situato a Saint-Jorioz ai margini del Lago di Annecy, è una testimonianza eccezionale delle città lacustri della regione Auvergne-Rhône-Alpes. Esso illustra l'occupazione umana in una zona umida, con resti di habitat e pila di sostegno in legno ancora visibili oggi. Queste strutture, risalenti al Neolitico all'età del bronzo, costituiscono un importante patrimonio della preistoria europea, fornendo una visione degli stili di vita e delle tecniche di costruzione dell'epoca.
Scoperto nel 1989 dopo uno studio di impatto, il sito del Marais è specificamente attribuito al Neolitico medio (XXXVIII secolo a.C.). La ricerca archeologica ci ha permesso di studiare sia i mobili recuperati che l'ambiente naturale, facilitando una ricostruzione dettagliata dell'occupazione costiera in questo momento. Le pile, situate su una superficie di 165 metri per 30, rivelano un'organizzazione spaziale strutturata, tipica degli insediamenti lacustri.
Monumento storico classificato per ordine del 24 ottobre 2011, il sito è completamente protetto, tra cui l'area sommersa e i suoi resti archeologici. Le coordinate precise (Lambert II ampliato) e i piani annessi all'ordine di classificazione definiscono una zona centrale che circonda le pile, evidenziando l'importanza scientifica e del patrimonio del sito. La localizzazione, anche se considerata a priori soddisfacente (nota 6/10), rimane una sfida per gli studi a causa della sua immersione.
Questo sito fa parte di una più ampia rete di città lacustri della regione Rodano-Alpi, caratterizzata dal loro adattamento all'ambiente acquatico. Gli habitat, gli strumenti e le tracce di attività quotidiane trovati forniscono una panoramica delle strategie di sostentamento, dell'artigianato e degli scambi culturali delle comunità neolitiche. Lo studio ambientale ha anche evidenziato le interazioni tra gli esseri umani e i loro ecosistemi, tra cui lo sfruttamento delle risorse lacustre.
I resti del Marais, anche se parzialmente accessibili attraverso studi specializzati, non sono aperti al pubblico per visite regolari. Tuttavia, la loro conservazione in situ e lo studio continuo arricchiscono la conoscenza delle prime società sedentarie della regione. Il sito rimane un esempio emblematico di archeologia subacquea, combinando approcci scientifici e problemi di conservazione.
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