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Porta nera di Besançon dans le Doubs

Patrimoine classé
Vestiges Gallo-romain
Arc antique
Doubs

Porta nera di Besançon

    Grande Rue
    25000 Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
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Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Porte Noire de Besançon
Crédit photo : Wikipedro - Sous licence Creative Commons

Timeline

Antiquité
Haut Moyen Âge
Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
200
1800
1900
2000
165–166
Le vittorie contro i Parti
161–180
Reign di Marc Aurèle
172–175
Guerre Marcomaniche
23 décembre 176
Trionfo germanico a Roma
177–180
Datum modificato
1827
Restauro di Marnotte
1840
Classificazione monumento storico
2009–2011
Restauro recente
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Porta Nera: Lista del 1840

Dati chiave

Marc Aurèle - Imperatore romano (161-180) Comandante sospetta dell'arco.
Commode - Figlio e Co-Emperatore di Marc Aurelio Associato al trionfo del 176.
Lucius Aurelius Verus - Co-Emperor (161–169) Feste vincenti commemorate.
Pierre Marnotte - Architetto municipale (XIXe) Diretto il restauro del 1827.

Origine e storia

La Porta Nera di Besançon, originariamente chiamata Porta di Marte, è un arco trionfale gallo-romano eretto nel secondo secolo sotto l'imperatore Marc Aurelius (161–180). A 16.56 metri di altezza, era originariamente coperta da belle sculture raffiguranti divinità greche e romane, così come scene di combattimenti legati alle guerre Marcomaniche (166–180) e vittorie contro i Parti (165–166). I rilievi interni, anche se molto degradati, evocano la cattura di Ctésiphon (capital parth) e le battaglie contro i popoli germanici. L'arco commemora anche il trionfo germanico del 176, combinando Marc Aurelio e suo figlio Commode, promosso Augusto nel 177.

La datazione precisa dell'arco è stata discussa: inizialmente tra il 171 e il 175, un'analisi approfondita delle decorazioni propone una costruzione tra il 177 e il 180. I suoi finanziamenti potrebbero provenire dalla città dei Sequani, dal Senato Romano, o entrambi. Originariamente, l'arco ha segnato l'ingresso monumentale di Besançon (Vesontio) per i viaggiatori provenienti dall'Italia, senza essere un cancello fortificato. E 'stato posto all'estremità meridionale del cardus maximus, tra la città inferiore e il Monte Saint-Étienne (ex Mons Cælius).

Nel terzo secolo, di fronte alle invasioni germaniche, Besançon stabilì un bastione che incorporava l'arco come un cancello della città. Durante il Medioevo, divenne un confine simbolico tra il quartiere capitolare (intorno alla cattedrale) e l'agglomerato sottostante. La pietra utilizzata, una pietra morbida e facile da scolpire Vergenne, tuttavia, si è rivelata vulnerabile all'erosione e all'inquinamento, cancellando gran parte delle decorazioni originali.

Raggiunse un monumento storico nel 1840, la Porta Nera beneficiò di importanti restauri, in particolare nel 1827 sotto la direzione dell'architetto Pierre Marnotte, poi nel XXI secolo (2009-2011), dando al monumento il suo colore originale. Il suo stile si distingue per una profusione di rilievi mitologici (Dioscures, Theseus, Jupiter che batte i giganti), rari tra gli archi gallo-romani, e una struttura snella (16 m di altezza per 2 m di profondità).

Le scene storiche identificabili, come la rappresentazione di Victoria di Tutela (l'allegoria della protezione di Besançon), evidenziano il suo ruolo di propaganda imperiale. Nonostante il deterioramento, l'arco rimane un'eccezionale testimonianza dell'arte trionfale romana in Gallia, mescolando simboli militari e mitologia per celebrare la Romana Pax e la potenza di Roma.

Collegamenti esterni