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Convento di Caccia à Castifao en Haute-corse

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Couvent
Haute-corse

Convento di Caccia

    Le village
    20218 Castifao
Couvent de Caccia
Couvent de Caccia
Couvent de Caccia
Couvent de Caccia
Couvent de Caccia
Couvent de Caccia
Crédit photo : Pierre Bona - Sous licence Creative Commons

Timeline

Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1500
1600
1700
1800
1900
2000
1510
Fondazione del convento
1553
Distruzione parziale
1569
Ricostruzione e consacrazione
1750
Costruzione della seconda chiesa
avril 1755
Consultazione della Caccia
1769
Allegato francese
1782
Collasso parziale
1790
Confisca rivoluzionaria
1824
Trasformazione in un cimitero
1979
Monumento storico
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Chiesa (Box E 829): Ordine del 28 maggio 1979

Dati chiave

Pasquale Paoli - Generale e padre della nazione corsa Organizzata la Consulta del 1755 al convento.
Agustinu di a Pupulasca - Frate francescano, superiore del convento Ricostruì il convento nel 1569.
RP. Apostolis - Superiore del convento, amico di Paoli Sostiene la Consulta del 1755.
San Leonardo di Porto Maurizio - Missionario Francescano Missioni di riconciliazione condotte nel 1744.
Cervoni et Pasqualini - Ultima resistenza Paolist Combatté vicino al convento nel 1774.
Ghjuvacchinu - Francescano di Sepula Autore dei piani iniziali del "luoco*".

Origine e storia

Il convento di San Francescu di Caccia, situato sulla strada tra Castifao e Moltifao al Passo Caccia (493 m sul livello del mare), è stato fondato nel 1510 da monaci francescani, chiamati zoccultanti a causa dei loro sandali di ricerca. Originariamente costruito in legno sotto il nome di luoco, fu distrutto nel 1553 dalle truppe genovesi del generale Doria durante i conflitti con Sampiero Corso, poi ricostruito nel 1569 da Fratel Agustinu di a Pupulasca. La prima chiesa, consacrata nel 1569, ospitava le reliquie dei Santi Costanza e Grato, prima di un secondo fu costruita nel 1750 per accogliere i fedeli sempre più numerosi.

Il convento ha svolto un ruolo politico importante nella storia della Corsica. Nell'aprile del 1755 Pasquale Paoli raccolse la Consulta de Caccia, un'assemblea dei deputati della Corsica che pose le basi per la Costituzione della Corsica indipendente. Il superiore del convento, RP. Apostolis, amico di Paoli, sostenne questo approccio. Dopo l'annessione francese nel 1769, il convento divenne sede di una delle quattro giunta amministrative stabilite dal nuovo potere, anche tribunali e militari del Reggimento Provinciale Corse. Le cantine furono poi utilizzate come luogo di interrogatorio sotto tortura.

La rivoluzione francese ha segnato una svolta tragica: il convento è stato saccheggiato, rovinato, e le sue merci vendute all'asta. I suoi mobili erano sparsi nei villaggi vicini, come il dipinto di La Cène oggi conservato in Moltifao. Fu trasformato in un cimitero municipale nel 1824 nonostante l'opposizione dei Domini, e subì un breve rinascimento sotto il regno anglo-corse (1794–96), prima di essere definitivamente abbandonato. La chiesa di San Francesco, classificata come monumento storico nel 1979, è stata oggetto di restauri fin dagli anni '90 dall'associazione San Francescu di Caccia.

Il sito conserva la memoria dei grandi eventi della Corsica, come si vede nel 1743, 1744 (missione di riconciliazione di San Leonardo di Porto Maurizio), o 1757, dove Paoli discusse la neutralità di fronte ai conflitti franco-inglese. Le rovine testimoniano anche gli ultimi combattimenti dei partigiani paolisti nel 1774, guidati da Cervoni e Pasqualini. Oggi il convento simboleggia sia la resistenza della Corsica che il patrimonio religioso francescano, in un ambiente naturale preservato tra montagne e foreste.

Architettonicamente, il convento è stato organizzato in U intorno a un cortile quadrato, con due piani a volta: il piano terra ospitava refettorio, cucina e infermeria, mentre il piano superiore era riservato alle celle dei monaci. Il chiostro, con archi su pilastri, si apre sul cortile. La chiesa antica, con una sola navata e un coro profondo, fu sostituita dopo il crollo parziale nel 1782. La sua facciata, scandita da pilastri e coronata da un frontone triangolare, riflette lo stile sobrio degli edifici religiosi dell'isola.

Il convento fa parte di un territorio segnato dalla storia genovese e dalle rivolte corsa. Vicino alla Torre Paganosa (1606) e ai ponti genovesi sul fiume Tartagine, è stata una posizione strategica del Molo Caccia, il centro politico e religioso della regione. Il suo declino nel XIX secolo coincise con la trasformazione delle strutture amministrative della Corsica, ma il suo lascito persisteva attraverso festival locali, come la Santa Maria Assunta del 15 agosto, e i sentieri del patrimonio evidenziando i resti del piève.

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