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Castello di Fétan à Trévoux dans l'Ain

Patrimoine classé
Patrimoine défensif
Demeure seigneuriale
Château
Ain

Castello di Fétan

    Route de Saint-Bernard
    01600 Trévoux
Crédit photo : Marc charensol - Sous licence Creative Commons

Timeline

Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1600
1700
1800
1900
2000
1580
Acquisizione di Jean Thévenon
1585
Vendita a Antoine Jacquet
1601
Erezione in nobile feudo
1622
Costruzione dell'attuale castello
1644
Vendita a André Bouilloud
1777
Link a Trollier
1843-1844
Trasformazioni della signora de Béligny
1973
Registrazione per monumenti storici
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Facciate e tetti (cad. AB 167): iscrizione per decreto del 30 gennaio 1973

Dati chiave

Jean Thévenon - Signore di Tavernost, Tenente Generale Il primo acquirente conosciuto nel 1580.
Antoine Jacquet - Postmaster a Lione Ottiene l'erezione del fuoco nel 1601.
Gaspard Jacquet - Consigliere e Segretario al Re Il castello fu costruito nel 1622.
César Beraud - Consigliere del re, Ricevitore di Lione Proprietario dopo l'asta nel 1659.
Marguerite Beraud - Erede del feudo Manda Fetan al Thelis de Valorge.
Mme de Béligny (née Trollier) - Proprietario nel XIX secolo Responsabile delle trasformazioni nel 1843-1844.

Origine e storia

Il castello di Fetan trova le sue origini nel XVI secolo come una casa forte, prima di essere ricostruita all'inizio del XVII secolo. Nel 1580 Jean Thévenon, tenente generale al salvataggio di Dombes, acquisì la terra di Fetan, dove c'era già una fortificazione. Cinque anni dopo, nel 1585, lo vendette ad Antoine Jacquet, postmaster di Lione. Ottenne nel 1601 l'erezione del feudo di Fetan di Henri de Bourbon-Montpensier, sovrano di Dombes, in cambio di un tributo ed eperoni d'oro ad ogni mutazione vasale. La famiglia Jacquet mantenne la proprietà fino al 1644, quando Gaspard Jacquet, figlio di Antoine, la diede ad André Bouilloud, maestro delle petizioni al parlamento di Dombes.

L'attuale castello fu costruito nel 1622, come attesta la data incisa sotto una scauguette. La sua struttura a forma di U, organizzata intorno ad un cortile aperto, integra elementi difensivi (maschera, doghe di mattoni) e case simmetriche collegate da un portale. La proprietà passò poi nelle mani di diverse famiglie nobili, tra cui la Beraud, la Thélis de Valorge, e il Trollier, che la possedeva alla vigilia della Rivoluzione francese. Nel 1659 Pierre Perrachon acquisì il feudo per César Beraud, consigliere del re e destinatario degli affitti di Lione. Il matrimonio di Marguerite Beraud con Louis de Letouf, marchese de Pradines, passò poi sul castello a questa linea, prima del suo ultimo attaccamento al Trollier nel 1777.

Nel XIX secolo, la tenuta subì importanti trasformazioni sotto l'impeto di Madame de Béligny (nata Trollier). Nel 1842, gli annessi furono demoliti e ricostruiti tra il 1843 e il 1844, come testimoniano le modifiche visibili sul corpo del portico e le finestre del cortile. Il mulino, da parte sua, cessò la sua attività intorno al 1855, anche se i suoi resti e la sua ruota rimasero. Il castello, in parte citato come monumento storico nel 1973, conserva facciate e tetti protetti, così come tracce del suo passato signeuriale, come le braccia della Béligny incise sui guardrails. Il suo parco, il suo muro di recinzione con una torre, e i resti del mulino completano un insieme architettonico segnato dalla storia dei Dombes e delle sue élite.

Fonti storiche, comprese le opere di Marie-Claude Guigue (1873), evidenziano l'importanza del castello Fetan nel paesaggio feudale locale. La sua evoluzione riflette i cambiamenti sociali ed economici della regione, dal suo ruolo di casaforte medievale alla sua trasformazione in residenza aristocratica, poi in una proprietà borghese nel XIX secolo. I materiali utilizzati – pietra curata, pietra dorata per baie, mattoni per scauguettes – esemplificano le risorse locali e le influenze architettoniche di Lione, mentre il suo piano U e bief richiamano gli imperativi difensivi e idraulici dei tempi moderni.

Collegamenti esterni