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Chiesa di Saint Pierre e Saint Paul de Chenaud à Chenaud en Dordogne

Patrimoine classé
Patrimoine religieux
Eglise
Eglise romane
Dordogne

Chiesa di Saint Pierre e Saint Paul de Chenaud

    12 Le Bourg 
    24410 Parcoul-Chenaud
Église Saint-Pierre-et-Saint-Paul de Chenaud
Église Saint-Pierre-et-Saint-Paul de Chenaud
Église Saint-Pierre-et-Saint-Paul de Chenaud
Crédit photo : Jack ma - Sous licence Creative Commons

Timeline

Moyen Âge central
Bas Moyen Âge
Renaissance
Temps modernes
Révolution/Empire
XIXe siècle
Époque contemporaine
1100
1200
1300
1600
1700
1800
1900
2000
Entre 1083 et 1098
Donazione preventiva
1100
Consacrazione della Chiesa
Vers le milieu du XIIe siècle
Ricostruzione del coro
1615
Aggiunta della sedia
1688
Visita canonica
1897
Ristrutturazione importante
5 janvier 1948
Registrazione parziale MH
1997
La distruzione della sacrestia
Aujourd'hui
Aujourd'hui

Patrimonio

Il coro e il pulpito: registrazione con decreto del 5 gennaio 1948

Dati chiave

Renaud de Thiviers - Vescovo di Périgueux Consacrate la chiesa nel 1100.
Hélie Odon, Pierre, Géraud et Odon - Donatori di terra Offerta Terreno Chassaigne nel 1100.
Jean Secret - Storico locale Convoca le cappelle del XVII secolo.
Architecte Téxier - Autore dei piani (1897) Progetto di espansione non realizzato.
Pierre Pommarède - Ricercatore Scopri due tavoli nel 1998.

Origine e storia

La chiesa Saint-Pierre-et-Saint-Paul de Chenaud, situata nel dipartimento di Dordogne a Nouvelle-Aquitaine, trova le sue origini nel XII secolo come priorato dipendente dall'abbazia Saint-Étienne de Baignes. Tra il 1083 e il 1098, il priorato fu dato a questa abbazia, e nel 1100 il vescovo Renaud de Thiviers dedicò l'edificio a San Pietro. Il coro, ricostruito a metà del XII secolo, presenta un'architettura romanica caratterizzata da una cupola su ciondoli e un'abside semicircolare. Le capitali e gli archivolti, adornati di testate, testimoniano questo periodo.

Nel XVII secolo, la chiesa si evolse con l'aggiunta di un pulpito nel 1615 e la menzione, durante una visita canonica del 1688, di due cappelle laterali a forma di croce. La navata, inizialmente senza pannello o vetro, è descritta come scarsamente pavimentata. Questi elementi riflettono gli adattamenti liturgici e architettonici dell'epoca moderna, anche se le cappelle sono ormai scomparse. L'attuale finestra della navata risale al XIX secolo, sostituendo una volta più antica.

Il XIX secolo ha segnato una fase di importanti trasformazioni. Nel 1897 la chiesa fu in gran parte ristrutturata: la navata fu piegata da una culla rotta e la facciata fu ricostruita. Il progetto originale prevedeva un'espansione del transetto, ma il transetto non fu realizzato, come evidenziato dai piani dell'architetto Téxier. La sacrestia fu distrutta nel 1997. Questi cambiamenti illustrano il continuo adattamento dell'edificio alle esigenze culturali ed estetiche di periodi successivi.

La chiesa si distingue per la sua architettura navale unica, combinando una navata di tre campate, un pretorio sormontato da un campanile quadrato, e un coro che termina nell'abside semicircolare. Le decorazioni esterne, come gli archi al centro della mangiatoia con punte di diamante o le baie decorate con feste, evidenziano il suo patrimonio romanico. All'interno, la cupola dell'avambraccio e l'abside cul-de-four richiamano influenze Charentaise, mentre il posterior cambia, come il tetto pianeggiante del campanile, riflettono le scelte locali.

Due dipinti, raffiguranti San Como e San Damien in possesso di pentole di farmacia, sono stati identificati nella chiesa nel 1998 da Pierre Pommarède. Queste opere, anche se poco documentate, evocano il culto dei santi guaritori, comuni nelle chiese medievali. Il coro e il pulpito, che sono stati elencati come monumenti storici dal 1948, sono gli unici elementi protetti dell'edificio, evidenziando il loro valore di patrimonio.

Precedentemente, la chiesa di Chenaud fu integrata in una più ampia rete religiosa, legata all'abbazia di Baignes a Charente. La sua consacrazione nel 1100 dal vescovo di Périgueux e le sue successive trasformazioni riflettono la sua importanza locale, tra patrimonio monastico e adattamenti parrocchiali. Oggi, l'edificio, di proprietà del comune, rimane una testimonianza delle evoluzioni architettoniche e spirituali della Dordogna per quasi mille anni.

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