Primo ingresso scritto 1135 (≈ 1135)
Cartular of Joncels Abbey (*Sancta Maria de Frangolia*)
1153
Eugenio III Bolla papale
Eugenio III Bolla papale 1153 (≈ 1153)
Conferma sotto *Sancta Maria de Frangolano*
1216
Honorius III Bull
Honorius III Bull 1216 (≈ 1216)
Nuova menzione papale del monumento
XIVe siècle
Costruzione del portale ogivale
Costruzione del portale ogivale XIVe siècle (≈ 1450)
Stile gotico in pietra bicroma
Fin XVe–XVIe siècle
Edificazione del coro pentagonale
Edificazione del coro pentagonale Fin XVe–XVIe siècle (≈ 1695)
Late costine abside
Aujourd'hui
Aujourd'hui
Aujourd'hui Aujourd'hui (≈ 2025)
Position de référence.
Dati chiave
Eugène III - Papa (1145-1153)
Cita la chiesa nel 1153
Honorius III - Papa (1216-127)
Confermare la chiesa nel 1216
Origine e storia
La chiesa di Sainte-Marie de Frangouille, situata nella frazione di Frangouille sul comune di La Tour-sur-Orb (Hérault, Occitanie), è un edificio romanico la cui navata risale probabilmente al XII secolo. Menzionato per la prima volta nel 1135 come Sancta Maria de Frangolia nella cartulare dell'abbazia di Saint-Pierre-aux-Liens de Joncels, appare anche nelle bolle papali del 1153 (Eugène III) e 1216 (Honorius III). Originariamente dipendente dalla Chiesa di Saint-Cyr-et-Sainte-Julite di Saint-Xist, illustra i legami religiosi e territoriali della regione nel Medioevo.
L'architettura della chiesa rivela diverse campagne costruttive: la navata, a volte in culla, contrasta con il coro pentagonale e il portale ogivale, rispettivamente del XIV e XV secolo. Costruito in arenaria rossa locale (il rublo), estratto da terre di Ruffas, ha un comodino perforato con bacche curve e un portale meridionale in pietra bianca, decorato con colonne e fregio in denti di marcia. Le tracce di distruzione visibile, come la rimozione dei piedi, testimoniano alterazioni non documentate o eventi passati.
Il sito, situato nei pressi di Frangouille Creek, riflette una vecchia occupazione legata alle attività minerarie locali (sabbia rossa) e agricole. Il borgo di Frangouille, oggi modesto, era un tempo un luogo di vita organizzato intorno a questa chiesa, simbolo di fede e potere ecclesiastico in una zona segnata da abbazie e seigneurie medievali. L'uso di materiali locali e stili architettonici sovrapposti evidenziano la sua evoluzione nel corso dei secoli.
Le bolle papali del XII e XIII secolo confermano l'importanza di Sainte-Marie nella rete religiosa occitana, mentre la sua dipendenza iniziale da san-Xista suggerisce una gerarchia parrocchiale tipica del periodo. Il portale, con la sua bicromia (pietra bianca e rossa) e i suoi cappucci scolpiti di volti, rivela un'influenza tardo gotica, forse legata a donazioni o ad una maggiore prosperità locale. Questi elementi lo rendono un esempio rappresentativo del patrimonio romanico rielaborato in Occitania.
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